La Procura della Repubblica indagava una persona per l'imbrattamento di un sottopassaggio tramite una scritta contro il corpo degli Alpini. Gli inquirenti hanno disposto la perquisizione e il sequestro probatorio di indumenti, striscioni e bombolette spray. Tuttavia, le forze dell'ordine hanno consegnato all'indagato una copia del decreto ampiamente censurata con numerosi omissis. Il documento oscurava perfino l'identità e i recapiti dell'avvocato d'ufficio designato, impedendo qualsiasi contatto immediato. L'indagato ha contestato la lesione del proprio diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando il sequestro probatorio nullo per violazione insanabile dell'assistenza difensiva e ordinando la restituzione immediata di tutti gli oggetti confiscati.
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