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Art. 365 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 365 Codice di Procedura Penale

Sequestro probatorio nullo se l’avvocato d’ufficio resta ignoto
La Procura della Repubblica indagava una persona per l'imbrattamento di un sottopassaggio tramite una scritta contro il corpo degli Alpini. Gli inquirenti hanno disposto la perquisizione e il sequestro probatorio di indumenti, striscioni e bombolette spray. Tuttavia, le forze dell'ordine hanno consegnato all'indagato una copia del decreto ampiamente censurata con numerosi omissis. Il documento oscurava perfino l'identità e i recapiti dell'avvocato d'ufficio designato, impedendo qualsiasi contatto immediato. L'indagato ha contestato la lesione del proprio diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando il sequestro probatorio nullo per violazione insanabile dell'assistenza difensiva e ordinando la restituzione immediata di tutti gli oggetti confiscati.
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Sequestro probatorio: valido anche senza traduzione in cinese
Una cittadina straniera ha impugnato il sequestro probatorio di documenti e dispositivi informatici disposto nell'ambito di un'indagine per reati fiscali e autoriciclaggio. La ricorrente lamentava la mancata traduzione in cinese del decreto di sequestro, l'assenza di avviso sulla facoltà di farsi assistere da un difensore durante la perquisizione e la carenza di motivazione del provvedimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la legge non impone la traduzione scritta del decreto di sequestro per l'indagato straniero. Inoltre, il verbale dimostrava che l'indagata era stata avvisata dei suoi diritti e che la motivazione del sequestro era adeguata e proporzionata alla complessità delle indagini sulle società fittizie. Di conseguenza, il sequestro è stato confermato e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese.
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