L'Indagata ha contestato il sequestro di beni avvenuto dopo due perquisizioni contemporanee nel suo laboratorio e nel suo negozio. Secondo la difesa, la contemporaneità delle operazioni ha violato il diritto di presenziare alla perquisizione, rendendo impossibile la sua presenza fisica in entrambi i luoghi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la perquisizione è un atto a sorpresa volto a evitare la dispersione delle prove. Il diritto dell'indagato di assistere è limitato al caso in cui si trovi già sul posto al momento dell'inizio delle operazioni. Di conseguenza, la polizia può eseguire perquisizioni simultanee in luoghi diversi senza violare le garanzie difensive.
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