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Art. 365 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

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Sequestro probatorio valido anche senza la querela della vittima
La Procura disponeva il sequestro probatorio di due automobili di lusso intestate a un'autofficina nell'ambito di un'indagine per presunte truffe alle compagnie assicurative. L'azienda proponeva ricorso per cassazione lamentando l'assenza della querela di parte da parte dell'assicurazione, presunti vizi di motivazione del provvedimento e la mancata menzione del difensore di fiducia nel secondo decreto di blocco. I Giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso della società. La Corte ha stabilito che il sequestro probatorio durante le indagini preliminari è pienamente legittimo anche se manca la querela della vittima, poiché la ricerca e la conservazione delle prove del reato prevalgono sulla temporanea assenza delle condizioni per l'avvio del processo penale vero e proprio.
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Diritto di presenziare alla perquisizione: limiti e controlli
L'Indagata ha contestato il sequestro di beni avvenuto dopo due perquisizioni contemporanee nel suo laboratorio e nel suo negozio. Secondo la difesa, la contemporaneità delle operazioni ha violato il diritto di presenziare alla perquisizione, rendendo impossibile la sua presenza fisica in entrambi i luoghi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la perquisizione è un atto a sorpresa volto a evitare la dispersione delle prove. Il diritto dell'indagato di assistere è limitato al caso in cui si trovi già sul posto al momento dell'inizio delle operazioni. Di conseguenza, la polizia può eseguire perquisizioni simultanee in luoghi diversi senza violare le garanzie difensive.
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