LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 361 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 361 Codice di Procedura Penale

Riconoscimento vocale della polizia valido: carcere confermato
Un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere per un tentato assalto a un portavalori ha impugnato il provvedimento restrittivo. La difesa ha eccepito l'inutilizzabilità delle intercettazioni e del riconoscimento vocale operato dagli agenti di polizia. Secondo il ricorrente, la comparazione fonica avrebbe richiesto la presenza del difensore e una perizia tecnica d'ufficio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso confermando la misura carceraria. I giudici hanno chiarito che l'identificazione della voce da parte degli operanti costituisce un atto investigativo atipico pienamente lecito. Tale accertamento non necessita delle formalità della ricognizione personale o di perizie foniche obbligatorie, specie quando concorrono elementi a supporto come contatti con complici e la disponibilità di armi ed esplosivi.
Continua »
Ricettazione di assegno bancario: la condanna senza video
La vicenda riguarda un imputato accusato del delitto di ricettazione di assegno bancario per aver posto all'incasso presso un ufficio postale un titolo di provenienza illecita. La difesa ha impugnato la condanna dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando un vizio di motivazione e la mancata acquisizione dei filmati delle telecamere dell'ufficio postale, che erano stati cancellati dal sistema di videosorveglianza. La Suprema Corte ha giudicato infondata la tesi difensiva. I giudici di merito avevano già accertato la colpevolezza dell'imputato tramite altri solidi elementi di prova, rendendo irrilevanti i video perduti. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna penale e disponendo il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinnovazione istruttoria: i limiti del ricorso penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il diniego della rinnovazione istruttoria in appello. La Suprema Corte ha chiarito che la decisione di assumere nuove prove spetta esclusivamente al giudice di merito e non è sindacabile se motivata correttamente. Inoltre, è stato ribadito che non possono essere proposti per la prima volta in sede di legittimità motivi che non erano stati precedentemente dedotti con l'atto di appello.
Continua »
Ricettazione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello. Il ricorrente lamentava una errata valutazione delle prove e una motivazione illogica, ma la Suprema Corte ha ribadito che non è possibile richiedere un nuovo giudizio sui fatti in sede di legittimità. Inoltre, il ricorso è stato ritenuto inammissibile poiché riproponeva genericamente le stesse difese già respinte nei gradi precedenti, senza apportare critiche specifiche alla decisione impugnata. Nonostante la prescrizione del reato presupposto di truffa, la responsabilità per la ricettazione è stata mantenuta.
Continua »