LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 360 Codice Penale — Anno 2024

Altri anni per Art. 360 Codice Penale

Traffico di influenze illecite: quando è solo truffa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19558/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla distinzione tra il reato di traffico di influenze illecite e la truffa. Nel caso esaminato, due persone erano state condannate per aver ricevuto 15.000 euro con la promessa di far trasferire un carabiniere, millantando un contatto inesistente. La Corte ha riqualificato il fatto come truffa, annullando la sentenza poiché il reato si è estinto per remissione di querela. La decisione si fonda sul principio che la "vendita di fumo", ovvero la promessa di un'influenza del tutto inesistente, non integra il delitto di traffico di influenze illecite, ma quello di truffa.
Continua »
Appropriazione indebita amministratore: il ruolo cessa
La Corte di Cassazione ha stabilito che non commette il reato di peculato, ma quello di appropriazione indebita, l'amministratore di sostegno che preleva somme da un conto cointestato con l'assistito dopo la morte di quest'ultimo. La sentenza chiarisce che la qualifica di pubblico ufficiale cessa automaticamente con il decesso dell'amministrato. Di conseguenza, il reato, riqualificato, è stato dichiarato estinto per prescrizione, con rinvio al giudice civile per le questioni risarcitorie.
Continua »
Tentata rapina: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per tre individui per tentata rapina ai danni di un furgone portavalori. La sentenza stabilisce che atti preparatori, come l'appostamento con armi e un veicolo rubato, sono sufficienti a configurare il reato quando il piano criminale è definito e la sua esecuzione è inequivocabilmente avviata. La Corte ha ritenuto i ricorsi inammissibili, consolidando il principio per cui non è necessario l'inizio dell'aggressione fisica per integrare il tentativo.
Continua »
Peculato amministratore di sostegno: il caso polizza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato amministratore di sostegno nei confronti di una nipote che aveva utilizzato i fondi dell'assistita per sottoscrivere una polizza vita a proprio beneficio. Secondo la Corte, il reato si perfeziona al momento della stipula della polizza, in quanto in quel momento si realizza la distrazione dei fondi dalla loro finalità, essendo irrilevante che l'incasso avvenga dopo la cessazione dall'incarico.
Continua »
Scambio elettorale: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato una misura cautelare per il reato di scambio elettorale politico-mafioso, basandosi sulla normativa vigente al tempo dei fatti (anteriore alla riforma del 2019). La decisione si fonda sull'assenza dei requisiti specifici richiesti dalla vecchia formulazione dell'art. 416-ter c.p.: la promessa di una generica disponibilità ad aiutare non costituisce 'denaro o altra utilità' immediatamente monetizzabile e non è stata provata la pattuizione dell'uso del 'metodo mafioso' per il procacciamento dei voti. Per le accuse di corruzione e aggravante mafiosa, la Corte ha disposto un annullamento con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Turbata libertà degli incanti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di reati contro la Pubblica Amministrazione, coinvolgendo funzionari pubblici e imprenditori. La sentenza chiarisce un punto fondamentale: il reato di turbata libertà degli incanti, previsto dall'art. 353-bis c.p., non è configurabile in caso di procedure di affidamento diretto, poiché queste non prevedono una gara o un atto ad essa equipollente. La Corte ha inoltre affrontato temi come la corruzione di un funzionario dopo il pensionamento e la rivelazione di segreti d'ufficio, annullando alcune condanne per insussistenza del fatto e rinviando per un nuovo giudizio su altre imputazioni.
Continua »
Induzione indebita: la Cassazione annulla condanna
Un ex vice comandante dei Carabinieri era stato condannato in appello per induzione indebita, per aver ricevuto somme di denaro da due imprenditori. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, rilevando che i giudici di merito non avevano adeguatamente provato l'esistenza di un "vantaggio indebito" concreto per i privati. La Corte ha inoltre ipotizzato che i fatti, caratterizzati da false rappresentazioni su finte indagini, potessero configurare il reato di truffa aggravata anziché quello di induzione indebita, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
Continua »
Depistaggio: annullata la misura cautelare
Un ex ufficiale dei Carabinieri era stato posto agli arresti domiciliari per il reato di depistaggio, accusato di aver fornito false dichiarazioni in un'indagine su stragi di mafia. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, riscontrando una grave carenza di motivazione sia sull'intenzione di sviare le indagini (elemento soggettivo del reato di depistaggio) sia sulla concreta esistenza di attuali esigenze cautelari, come il pericolo di reiterazione del reato o di inquinamento probatorio.
Continua »
Accesso abusivo: la Cassazione e le aggravanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex collaboratore di un ufficio tributi, condannato per accesso abusivo a un sistema informatico fiscale. L'uso delle proprie credenziali è stato ritenuto prova sufficiente dell'accesso, e la banca dati tributaria è stata qualificata come di pubblico interesse, confermando le aggravanti del reato.
Continua »
Peculato dopo cessazione carica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex consigliere regionale condannato per peculato. L'imputato sosteneva di non poter essere responsabile in quanto l'appropriazione era avvenuta dopo la fine del suo mandato. La Corte ha ribadito che il reato di peculato dopo cessazione carica sussiste se il possesso del denaro è avvenuto in ragione dell'ufficio e l'appropriazione è funzionalmente connessa ad esso, rendendo irrilevante il momento esatto dell'atto illecito.
Continua »