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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Fideiussione omnibus: onere prova del garante
Un'impresa e i suoi garanti contestavano una fideiussione omnibus. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che spetta al garante l'onere della prova per ottenere la liberazione ai sensi dell'art. 1956 c.c. e sottolineando l'importanza di sollevare correttamente le eccezioni di nullità nei gradi di merito.
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Start up innovativa: l’iscrizione non basta per fallire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1583/2024, ha stabilito che l'iscrizione di una società nella sezione speciale del Registro delle Imprese come 'start up innovativa' non è sufficiente a garantirle l'esenzione dal fallimento. I giudici hanno il potere e il dovere di verificare l'effettiva e concreta sussistenza dei requisiti sostanziali di innovatività previsti dalla legge. Nel caso di specie, una S.r.l. in liquidazione si è vista dichiarare inammissibile il ricorso contro la propria dichiarazione di fallimento, poiché la Corte ha ritenuto che la mera registrazione formale e una domanda di brevetto non collegata all'attività concreta non fossero prove sufficienti della sua reale capacità innovativa.
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Imprenditore agricolo: quando scatta il fallimento?
La Corte di Cassazione ha confermato la dichiarazione di fallimento di una società agricola, stabilendo un principio chiave: per le società, l'oggetto sociale è determinante per qualificare l'attività come commerciale e quindi soggetta a fallimento. Anche se un'impresa svolge attività agricola, se il suo statuto prevede numerose attività commerciali (immobiliari, finanziarie, ecc.), essa può essere dichiarata fallita. Spetta all'imprenditore agricolo, e non al creditore, l'onere della prova di svolgere un'attività esclusivamente agricola per beneficiare dell'esenzione dal fallimento.
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Prova del credito nel fallimento: la Cassazione decide
Una società fornitrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un proprio credito di circa 35.000 euro per carenza di prove. Il ricorso per Cassazione è stato dichiarato inammissibile perché basato su una critica alla valutazione delle prove del giudice di merito, non consentita in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che, nel contesto della prova del credito, fatture e documenti di trasporto non firmati o privi di data certa non sono sufficienti a dimostrare la pretesa creditoria verso il fallimento, poiché il curatore è considerato un terzo.
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Inammissibilità ricorso cassazione: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un cliente contro una società finanziaria in un caso di presunta usura. Il ricorso è stato respinto perché le censure sollevate non riguardavano violazioni di legge, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti già esaminati nei gradi di merito, operazione preclusa in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che i motivi di ricorso devono essere specifici e non possono limitarsi a contestare l'interpretazione delle prove da parte del giudice d'appello.
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Fallimento dopo rinuncia al concordato: il ruolo del P.M.
Un'azienda rinuncia alla domanda di concordato preventivo e il tribunale dichiara la procedura improcedibile. Nonostante ciò, su istanza del Pubblico Ministero, viene dichiarato il fallimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1377/2024, ha confermato questa decisione, stabilendo che il P.M. ha piena legittimazione a chiedere il fallimento dopo rinuncia dell'impresa, qualora emerga uno stato di insolvenza. La rinuncia, infatti, non elimina il potere di iniziativa del P.M. ma si limita a rimuovere l'ostacolo procedurale che impediva l'esame delle istanze di fallimento.
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Contributi editoria: certificazione bilanci cruciale
Una società cooperativa di giornalisti si è vista negare i contributi editoria per diverse annualità a causa della mancata certificazione dei bilanci societari, come richiesto dalla legge. La Corte di Cassazione, in attesa di una decisione sul merito, ha concesso un rinvio della causa per permettere alle parti di concludere delle trattative di componimento bonario della lite.
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Fallimento società cooperativa: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società cooperativa contro la propria dichiarazione di fallimento. La Corte ha ribadito che il fallimento di una società cooperativa è possibile quando questa svolge un'attività commerciale oggettiva, indipendentemente dal suo fine mutualistico. Inoltre, ha sottolineato che i vizi procedurali, come presunti difetti di notifica, devono essere specificamente e completamente documentati nel ricorso, in ossequio al principio di autosufficienza.
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Supersocietà di fatto: la Cassazione e il fallimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 64/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il fallimento di una supersocietà di fatto. La decisione conferma che l'esistenza di tale società può essere provata da elementi indiziari come la gestione coordinata, la commistione patrimoniale e attività complementari tra diverse aziende. Il fallimento della supersocietà di fatto comporta l'estensione automatica dello stesso ai soci illimitatamente responsabili.
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Privilegio cooperative: basta la prevalenza del lavoro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 54/2024, ha ribadito un principio cruciale per il riconoscimento del privilegio cooperative. La Corte ha stabilito che, ai fini del privilegio previsto dall'art. 2751-bis, n. 5 c.c., è sufficiente dimostrare la prevalenza del lavoro dei soci rispetto a quello dei non soci, senza la necessità di provare anche la prevalenza sul capitale investito o altri fattori produttivi. La vicenda riguardava il credito di una cooperativa di lavorazione del legno verso un consorzio fallito. L'appello del consorzio è stato dichiarato inammissibile, confermando così la natura privilegiata del credito della cooperativa.
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TAEG errato: non basta per la nullità del contratto
Un cliente ha contestato un contratto di finanziamento per un TAEG errato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che un TAEG errato, essendo un mero indicatore informativo, non causa automaticamente la nullità del contratto. Il costo effettivo del finanziamento è desumibile dalla somma delle singole voci di costo presenti nel contratto. La Corte ha anche ribadito che la natura obbligatoria o facoltativa di una polizza assicurativa è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Responsabilità solidale appalti: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che le imprese riunite in un raggruppamento temporaneo (ATI) per un appalto pubblico mantengono la loro responsabilità solidale verso i fornitori, anche dopo aver costituito una società consortile per l'esecuzione dei lavori. Nel caso specifico, due società costruttrici sono state condannate a risarcire un fornitore per un contratto interrotto dal consorzio, successivamente fallito. La Corte ha chiarito che la normativa sulla responsabilità solidale appalti mira a proteggere fornitori e subappaltatori, e tale garanzia non viene meno con la creazione di un nuovo soggetto giuridico per la fase esecutiva.
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Diritto di voto creditore: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle procedure di sovraindebitamento, un creditore privilegiato ha diritto di voto se il suo pagamento, seppur integrale, viene dilazionato nel tempo. La dilazione rappresenta una perdita economica che deve essere quantificata per determinare la percentuale di voto. La mancata indicazione di tale percentuale da parte del debitore rende la proposta di accordo improcedibile. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso del debitore, confermando la decisione del tribunale e ribadendo il consolidato orientamento giurisprudenziale sul diritto di voto creditore.
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Usura mutuo: inammissibile ricorso contro la banca
Un cliente ha fatto ricorso in Cassazione dopo che la sua richiesta di accertamento di usura su un contratto di mutuo era stata respinta in primo e secondo grado. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo principi chiave in materia di usura mutuo. Ha confermato che la verifica del superamento del tasso soglia per gli interessi di mora deve avvenire in concreto e non in astratto. Inoltre, ha precisato che la commissione di estinzione anticipata non concorre al calcolo del TEG ai fini dell'usura e che la mancata indicazione del TAEG ha solo una funzione informativa, non causando la nullità del contratto.
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Famiglia di marchi: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda di moda maschile contro una di calzature femminili. Il caso verteva sul concetto di "famiglia di marchi". La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso l'esistenza di una famiglia di marchi per l'azienda ricorrente, poiché i suoi vari loghi, pur condividendo le stesse iniziali, non presentavano un nucleo fondamentale comune e costante. È stata inoltre ribadita la natura "debole" dei marchi, per cui lievi variazioni sono sufficienti a escludere la contraffazione.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile dai creditori
Una coppia ha istituito un fondo patrimoniale dopo che il marito aveva firmato una fideiussione. La società creditrice ha impugnato con successo questo atto tramite un'azione revocatoria. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, dichiarando inammissibile il ricorso della coppia. La sentenza ha ribadito che la costituzione di un fondo patrimoniale è un atto soggetto a revocatoria e che il coniuge non debitore è un litisconsorte necessario nel relativo giudizio, confermando l'orientamento consolidato della giurisprudenza.
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Risarcimento danni appalto: quando spetta sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'impresa ha diritto al risarcimento danni in un appalto per l'illegittima sospensione dei lavori, anche qualora la stessa impresa si sia successivamente rifiutata di riprenderli, causando la risoluzione del contratto. La Corte ha chiarito che l'inadempimento successivo dell'appaltatore non annulla il diritto al risarcimento per i danni già subiti a causa del comportamento della stazione appaltante.
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Inammissibilità appello: quando il ricorso è generico
La Cassazione dichiara l'inammissibilità di un appello contro una banca, proposto da una società e i suoi garanti. Il ricorso è stato ritenuto generico, privo di prove adeguate e con una richiesta di CTU contabile meramente esplorativa. La Corte ha confermato le decisioni di merito che avevano respinto le domande di restituzione di presunti indebiti e di nullità delle fideiussioni.
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Nullità d’ufficio: limiti alla tardiva eccezione
Una società ricorre in Cassazione dopo che la Corte d'Appello aveva giudicato inammissibili, perché tardive, le sue censure sulla nullità di alcune clausole bancarie. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la nullità d'ufficio può essere rilevata dal giudice solo se i fatti costitutivi sono stati allegati tempestivamente dalle parti nel rispetto delle preclusioni processuali. La mera presenza di documenti nel fascicolo non è sufficiente.
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Querela di falso: limiti e uso nello stato passivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che aveva proposto una querela di falso per contestare le valutazioni contenute nello stato passivo di un fallimento. La Corte ha ribadito che la querela di falso è esperibile solo per contestare la falsità materiale di un atto pubblico (es. alterazioni fisiche), e non la sua falsità ideologica (es. errori di valutazione), per la quale esistono specifici rimedi previsti dalla legge fallimentare.
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