L'Imputato ha subito una condanna per detenzione illecita di oltre quindici grammi di metanfetamina suddivisa in bustine. La difesa ha contestato la regolarità del procedimento perché l'esperto incaricato dall'accusa non ha allegato il tracciato del macchinario alla relazione finale. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha respinto le eccezioni. I giudici hanno chiarito che la consulenza tossicologica priva del grafico costituisce una semplice irregolarità formale e non rende la prova inutilizzabile, in particolar modo durante il rito abbreviato. Inoltre, l'elevata purezza del principio attivo, la disponibilità di un bilancino e il frazionamento dello stupefacente impediscono di qualificare il reato come fatto di lieve entità. L'Imputato deve pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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