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Art. 359 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 359 Codice di Procedura Penale

Metodo mafioso: Cassazione conferma la custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due indagati sottoposti a custodia cautelare per porto d'armi, aggravato dall'uso del metodo mafioso. La Corte ha stabilito che, per l'applicazione di tale aggravante, non è necessaria l'appartenenza a un'associazione criminale, ma è sufficiente che le modalità dell'azione, come un'aggressione violenta in pieno giorno, evochino la forza intimidatrice tipica delle mafie, generando un clima di assoggettamento e omertà.
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Accertamenti tecnici irripetibili: le impronte digitali
Un indagato in custodia cautelare per detenzione di un'arma da guerra ha presentato ricorso, sostenendo l'inutilizzabilità delle prove basate sulle sue impronte digitali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il rilevamento e l'esaltazione delle impronte non sono considerati accertamenti tecnici irripetibili ai sensi dell'art. 360 c.p.p., bensì attività urgenti di polizia giudiziaria (art. 354 c.p.p.) che non richiedono le medesime garanzie difensive. La Corte ha inoltre confermato la sussistenza dei gravi indizi e la correttezza della misura cautelare più afflittiva, basata sulla precedente inaffidabilità del soggetto.
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Prova indiziaria: Cassazione su video e geolocalizzazione
Un individuo è stato condannato per omicidio sulla base di una complessa serie di prove indiziarie, tra cui filmati di videosorveglianza, dati di geolocalizzazione del telefono e una conversazione carceraria intercettata. La difesa ha presentato ricorso, denunciando violazioni procedurali nell'acquisizione delle prove (video, password dell'account internet) e vizi di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. Ha chiarito che le registrazioni video sono documenti, non accertamenti irripetibili, e che l'acquisizione illegittima di una password non invalida il successivo sequestro di dati incriminanti. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la coerenza logica della motivazione del giudice di merito.
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Detenzione ordigno esplosivo: la Cassazione decide
Un uomo in affidamento in prova viene arrestato per la detenzione di un ordigno esplosivo artigianale. La Cassazione conferma la custodia in carcere, respingendo le tesi difensive sulla scarsa pericolosità del manufatto e sul suo presunto uso per una festa. Per la Corte, la detenzione di un ordigno esplosivo è di per sé reato, indipendentemente dalla finalità, e la misura cautelare è giustificata dal rischio di recidiva.
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