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Art. 351 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 351 Codice di Procedura Civile

Titolarità del credito: onere della prova in giudizio
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un atto di precetto perché l'istituto di credito originario non ha fornito prova della titolarità del credito al momento dell'avvio dell'azione esecutiva. La Corte ha stabilito che la contestazione sulla titolarità è una mera difesa, rilevabile d'ufficio, e che l'onere della prova grava sempre su chi agisce in giudizio. Di conseguenza, il ricorso della società cessionaria del credito è stato respinto.
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Edificabilità legale: la Cassazione detta le regole
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva calcolato il risarcimento per un esproprio basandosi sull'edificabilità di fatto di un terreno. I giudici hanno ribadito che l'unico criterio valido è l'edificabilità legale, ovvero quella prevista dagli strumenti urbanistici vigenti al momento del vincolo. La Corte ha chiarito che la vicinanza a zone abitate o la presenza di infrastrutture non sono sufficienti a qualificare un'area come edificabile se il piano regolatore la destina a un uso pubblico, come la viabilità.
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Responsabilità appaltatore: vizi e riparto delle colpe
Un ente pubblico ha citato in giudizio un'impresa costruttrice e il direttore dei lavori per gravi difetti nella realizzazione di un'opera pubblica. La Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha escluso la risoluzione del contratto ma ha confermato la condanna al risarcimento dei danni e ha disposto una riduzione del corrispettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi, consolidando i principi sulla responsabilità dell'appaltatore, sulla distinzione tra riduzione del prezzo e risarcimento, e sul riparto interno delle colpe tra appaltatore e direttore dei lavori.
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Opzione put: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una clausola di opzione put inserita in un patto parasociale a favore di un socio finanziatore. La Corte ha stabilito che tale clausola non viola né il divieto di patto leonino, né quello di patto commissorio, in quanto rappresenta un legittimo strumento di tutela dell'investimento e di garanzia per l'uscita dalla società. La sentenza ha però accolto un motivo di ricorso procedurale, chiarendo che il giudice d'appello deve tener conto dei pagamenti parziali avvenuti durante il processo e rifletterli nel dispositivo della sentenza.
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Responsabilità amministratore: onere della prova
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un ex amministratore per la gestione illecita di fondi societari, rigettando il suo ricorso. L'ordinanza chiarisce i limiti della prova in appello e i criteri sulla responsabilità amministratore, sottolineando che allegazioni generiche e prassi non documentate non sono sufficienti a superare le contestazioni specifiche su spese personali, rimborsi carburante e compensi anticipati.
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Errore di fatto e revocazione: un caso pratico
Una società chiede la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto sulla provenienza di un documento chiave. La Corte rigetta il ricorso, chiarendo che la sua conclusione non derivava da una svista, ma da una valutazione complessiva degli atti processuali. Si distingue così tra l'errore di fatto, che presuppone una percezione errata degli atti, e l'errore di giudizio, che attiene all'interpretazione e non è motivo di revocazione.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione per due vizi formali cruciali: la mancata dichiarazione della qualità di successore nel diritto controverso e l'assenza della sommaria esposizione dei fatti, come richiesto dalla legge. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti procedurali per accedere al giudizio di legittimità.
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Prezzo di retrocessione: quale data per il calcolo?
In un caso di retrocessione di un bene espropriato, la Corte di Cassazione ha stabilito che il prezzo di retrocessione deve essere calcolato con riferimento alla data della sentenza d'appello e non a quella di primo grado. Questa decisione è cruciale, specialmente quando, come nel caso di specie, una parte dell'immobile è stata venduta a terzi durante il processo, alterandone la consistenza e il valore. La Corte ha chiarito che la sentenza d'appello sostituisce quella precedente e il trasferimento di proprietà avviene al momento del suo passaggio in giudicato, rendendo la sua data il riferimento corretto per la valutazione economica.
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