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Art. 35 Costituzione — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 35 Costituzione

Trasferimento illegittimo del lavoratore e licenziamento nullo
Un'azienda dispone un trasferimento illegittimo del lavoratore subito dopo la sua assunzione, senza rispettare i tempi di preavviso contrattuali né dimostrare motivate ragioni d'urgenza. La dipendente rifiuta di trasferirsi nella nuova sede lontana, ma offre la propria disponibilità a lavorare nella sede originaria. L'azienda intima il licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'azienda, confermando l'illegittimità del licenziamento. Il rifiuto del dipendente di eseguire il trasferimento illegittimo del lavoratore è giustificato dall'eccezione di inadempimento in base alla buona fede, considerando il mancato preavviso e l'assenza di urgenti esigenze aziendali. L'azienda viene condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Patto di non concorrenza: nullo se l’azienda decide il recesso
La Corte di Cassazione ha confermato l'invalidità del patto di non concorrenza stipulato tra un'azienda e un suo dipendente. Il contratto prevedeva la facoltà per il datore di lavoro di recedere unilateralmente dall'accordo prima della fine del rapporto di lavoro. Secondo i giudici, questa clausola rende il compenso del lavoratore del tutto incerto e indeterminato fin dall'inizio. Il lavoratore subisce infatti una limitazione della propria libertà professionale già al momento della firma, senza avere la certezza di ricevere il corrispettivo pattuito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, dichiarando nullo il patto e condannando il datore di lavoro a pagare le spese legali.
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