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Art. 35 Costituzione — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 35 Costituzione

Esenzione IMU coniugi: residenza requisito essenziale
Un comune negava l'esenzione IMU per un'abitazione in cui risiedeva solo il coniuge del contribuente. La Corte di Cassazione, applicando i principi della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'esenzione IMU per i coniugi con residenze diverse spetta solo se il possessore che la richiede ha sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Non è possibile scegliere di applicare il beneficio a un'abitazione dove non si è anagraficamente residenti.
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Carenza di interesse: Rottamazione e ricorso inammissibile
Una società impugnava un avviso di accertamento IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla "Rottamazione quater", una definizione agevolata dei debiti. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla sanatoria implica la rinuncia a contestare la pretesa fiscale, estinguendo l'interesse a proseguire il contenzioso.
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Rinuncia al giudizio: l’impatto della rottamazione
Una società impugnava un avviso di accertamento per IVA indebitamente detratta. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata dei carichi (cd. rottamazione). La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, equiparando l'adesione alla rottamazione a una rinuncia al giudizio, che rende superflua una pronuncia nel merito.
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Carenza di interesse: stop al ricorso per lite fiscale
Una società ricorre contro un accertamento per IVA indetraibile su operazioni ritenute inesistenti. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata ("Rottamazione quater") e rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese.
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Accertamento studi di settore: i limiti del ricorso
Un imprenditore edile contesta un avviso di accertamento basato sugli studi di settore, lamentando anche il mancato riconoscimento del regime IVA del reverse charge. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità dell'accertamento studi di settore quando questo è supportato da altre prove, come l'inattendibilità delle scritture contabili del contribuente. La sentenza ribadisce i rigorosi limiti procedurali del giudizio di cassazione, che non può riesaminare i fatti ma solo le violazioni di legge.
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Indennità di esproprio e tassa: la Cassazione decide
Un consorzio di costruzioni e un notaio hanno contestato un avviso di liquidazione relativo all'imposta di registro sulle indennità corrisposte per un'espropriazione a un proprietario-coltivatore diretto, sostenendo l'applicazione di un'aliquota dello 0,50%. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4217/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che tutte le **indennità di esproprio**, comprese quelle aggiuntive per la perdita dell'attività agricola, per l'occupazione d'urgenza o per il deprezzamento dei fondi residui, hanno natura patrimoniale. Di conseguenza, devono essere assoggettate all'imposta di registro con l'aliquota del 3%, in quanto rientrano nella categoria residuale degli atti aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale.
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Indennità di esproprio: tassazione e imposta registro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4161/2024, ha stabilito che tutte le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, incluse quelle aggiuntive per il coltivatore diretto, per la perdita di frutti o per il deprezzamento di aree residue, hanno natura patrimoniale. Di conseguenza, sono soggette all'imposta di registro con l'aliquota proporzionale del 3% e non a quella fissa dello 0,50% prevista per le semplici quietanze. La Corte ha inoltre negato l'esenzione dall'imposta di bollo, poiché il soggetto beneficiario dell'esproprio, un consorzio privato, non rientra nella nozione di 'Stato' richiesta dalla norma di esenzione.
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Tassazione Trust: quando si paga l’imposta?
Una società fiduciaria, agendo come trustee, ha richiesto il rimborso dell'imposta di donazione versata al momento della costituzione di due trust. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2334/2024, ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla tassazione trust: l'atto di conferimento dei beni nel trust è fiscalmente neutro. L'imposta diventa dovuta solo al momento del trasferimento effettivo e definitivo della ricchezza ai beneficiari finali, poiché solo allora si manifesta una reale capacità contributiva tassabile.
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Sisma Sicilia residenza: la Cassazione nega il rimborso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale riguardo le agevolazioni fiscali per il sisma in Sicilia del 1990. La Corte ha chiarito che il requisito della residenza in uno dei comuni del cratere sismico è tassativo per i lavoratori dipendenti che richiedono il rimborso Irpef. A differenza degli imprenditori, il cui danno è legato all'attività economica svolta nel territorio, per i dipendenti il beneficio è concesso solo se residenti nelle aree colpite. Pertanto, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto, negando il rimborso a un lavoratore che, pur operando in un'azienda situata nel cratere, risiedeva altrove.
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