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Art. 347 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Inammissibilità del ricorso per cassazione e condanna
La Suprema Corte di Cassazione ha esaminato l'impugnazione presentata da un imputato contro la condanna d'appello per due diversi reati. Il ricorrente ha contestato la riconducibilità dei fatti alla propria persona, la configurabilità delle violazioni penali, la validità della perquisizione e l'uso probatorio della notizia di reato. I giudici supremi hanno stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione poiché i motivi riproducevano mere censure di fatto già ampiamente esaminate e respinte dai giudici di merito con motivazione logica e coerente. La Corte ha quindi confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Notizia di reato tardiva: solo irregolarità processuale
Una persona condannata per guida in stato di ebbrezza ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un ritardo nel deposito della notizia di reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la notizia di reato tardiva costituisce una semplice irregolarità procedurale, non sanzionabile e non idonea a invalidare il procedimento. Tale ritardo, secondo la Corte, sposta solo in avanti il termine per l'esercizio delle attività difensive.
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Ricorso inammissibile: la ripetitività dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato perché i motivi addotti erano una mera reiterazione di quelli già respinti in appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha inoltre chiarito che l'omesso avviso di deposito degli atti da parte del PM costituisce una mera irregolarità e non una causa di nullità.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo i motivi legati alla particolare tenuità del fatto, all'utilizzabilità dell'alcoltest e al bilanciamento delle circostanze attenuanti, data la gravità della condotta.
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