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Art. 347 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 347 Codice di Procedura Penale

Prova del danno: quando il giudice non può liquidare
Un proprietario terriero subisce danni da un incendio partito da un fondo vicino. Nonostante la responsabilità dei vicini sia stata accertata, la Corte di Cassazione ha negato il risarcimento perché la vittima non ha fornito una adeguata prova del danno subito. L'ordinanza chiarisce che la liquidazione equitativa è possibile solo se l'esistenza del danno è provata.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo i motivi legati alla particolare tenuità del fatto, all'utilizzabilità dell'alcoltest e al bilanciamento delle circostanze attenuanti, data la gravità della condotta.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per operazioni soggettivamente inesistenti. È stato confermato il raddoppio termini accertamento basato su una denuncia penale che, pur diretta a terzi, conteneva riferimenti alla società ricorrente e a un sistema di evasione fiscale. La Corte ha ritenuto inammissibili gli altri motivi, inclusi quelli sulla nullità dell'atto per omessa allegazione di prove e sulla mancata prova della consapevolezza della frode, poiché non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza di secondo grado. Anche le sentenze penali di assoluzione prodotte non sono state ritenute rilevanti.
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Cattiva conservazione alimenti: quando si applica?
Un ristoratore condannato per cattiva conservazione alimenti ricorre in Cassazione invocando la nuova procedura estintiva della Riforma Cartabia e la non punibilità per tenuità del fatto. La Corte rigetta il ricorso, affermando che il processo penale può procedere anche senza l'attivazione della procedura amministrativa e che la gravità del rischio per la salute pubblica impedisce di considerare il fatto di particolare tenuità, nonostante il successivo pagamento di sanzioni.
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Omessa denuncia: Carabiniere assolto se sa del reato
Un Comandante dei Carabinieri, accusato del reato di omessa denuncia per aver ritardato la segnalazione di un presunto abuso d'ufficio appreso dalla moglie, è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di denuncia per un pubblico ufficiale sorge solo se la notizia di reato è acquisita 'nell'esercizio o a causa delle sue funzioni'. Poiché l'informazione era stata ricevuta in un contesto puramente privato e familiare, non sussisteva alcun obbligo di denuncia e, pertanto, il fatto non costituisce reato.
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