Un detenuto in regime speciale contestava la mancata attuazione di tre provvedimenti favorevoli del Magistrato di Sorveglianza. Le richieste riguardavano la consegna gratuita di quotidiani, gli orari pomeridiani dei colloqui telefonici con il difensore e l'accesso a materiale informatico. Il Magistrato di Sorveglianza rigettava il ricorso rilevando l'assenza di fondi per i giornali, il trasferimento del recluso in un nuovo carcere con regole orarie diverse e l'introduzione di domande nuove non consentite. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del detenuto, confermando che il giudizio di ottemperanza serve solo ad attuare ordini precisi già emessi. Questo procedimento speciale non ammette nuove pretese, richieste risarcitorie o una rivalutazione nel merito delle scelte organizzative carcerarie.
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