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Art. 34 Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 34 Codice Penale

Giurisdizione Appalti Pubblici: Contratto firmato ma decide il TAR
Una società esclusa da una gara pubblica chiede al giudice amministrativo di annullare l'aggiudicazione a un'azienda concorrente, sostenendo che quest'ultima avrebbe dovuto essere esclusa per gravi illeciti professionali. L'azienda aggiudicataria si oppone, affermando che la questione riguarda l'esecuzione del contratto già firmato e spetta quindi al giudice ordinario. La Corte di Cassazione chiarisce la linea di confine della giurisdizione appalti pubblici: anche dopo la firma del contratto, la Pubblica Amministrazione conserva il potere autoritativo (jure imperii) di revocare l'aggiudicazione per tutelare l'interesse pubblico. La valutazione di questo potere spetta esclusivamente al giudice amministrativo. Di conseguenza, la domanda dell'azienda esclusa rientra correttamente nella giurisdizione amministrativa.
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Revoca Appalto: Potere Pubblico e Giurisdizione Giudice Amministrativo
Una società, aggiudicataria di un appalto pubblico, viene contestata da un'azienda concorrente che ne chiede l'esclusione per un presunto illecito professionale. L'aggiudicataria si oppone, sostenendo che la questione riguardi il contratto e quindi la competenza del giudice ordinario. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, chiarisce il principio sulla giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte stabilisce che la valutazione dei requisiti di un'azienda e l'eventuale revoca dell'aggiudicazione sono espressione di un potere pubblico autoritativo. Di conseguenza, la controversia rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo e non di quello ordinario. L'azienda aggiudicataria perde sulla questione di giurisdizione e viene condannata a pagare le spese legali.
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Giurisdizione espropriazione: la decisione delle SU
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha risolto un conflitto di giurisdizione relativo all'occupazione di un terreno privato da parte di un ente locale per la costruzione di opere pubbliche. Nonostante la trasformazione del bene, l'amministrazione non aveva mai emesso un decreto di esproprio. La Corte ha stabilito che, in tema di giurisdizione espropriazione, la domanda volta a ottenere l'indennizzo per l'acquisizione sanante ex art. 42-bis del T.U. Espropri spetta al giudice ordinario. Tale indennizzo costituisce un credito unitario che non può essere frazionato tra diverse autorità giudiziarie.
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Assegno di cura: limiti del sindacato giurisdizionale
Una cittadina con grave disabilità si è vista negare l'assegno di cura a causa di fondi pubblici insufficienti. Dopo il rigetto da parte del TAR e del Consiglio di Stato, ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il giudice amministrativo avesse invaso la sfera di merito della Pubblica Amministrazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il controllo del giudice amministrativo si era correttamente limitato alla legittimità della decisione, senza sostituirsi alle scelte discrezionali dell'ente pubblico in materia di allocazione di risorse limitate.
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Requisiti di onorabilità: verifica post-stipula
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di verificare la persistenza dei requisiti di onorabilità di un'azienda aggiudicataria per tutta la durata del contratto d'appalto. La sentenza chiarisce che il giudice amministrativo non eccede i propri poteri se, riscontrando l'irragionevolezza della valutazione della P.A., la obbliga a riesaminare la posizione dell'impresa, senza però sostituirsi ad essa nella decisione finale. Il caso riguardava una gara per servizi sanitari in cui, dopo l'aggiudicazione, erano emerse indagini penali a carico dei vertici dell'impresa vincitrice.
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Giudizio di ottemperanza: limiti del potere del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9378/2023, ha chiarito i confini del proprio sindacato sulle decisioni del Consiglio di Stato rese in un giudizio di ottemperanza. Il caso riguardava una controversia tra un Comune e una società per la revisione prezzi di un appalto pubblico. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, che lamentava un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, stabilendo che l'interpretazione del giudicato e la valutazione del comportamento della P.A. rientrano nei limiti interni della giurisdizione, non sindacabili in sede di legittimità.
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Modello di utilità: la tutela per prodotti semplici
Una società detentrice di un modello di utilità per una bacinella ha citato in giudizio un'altra azienda per contraffazione e concorrenza sleale. Dopo una sentenza di primo grado che aveva annullato il modello, la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, cassa la sentenza d'appello, stabilendo che per un modello di utilità relativo a un prodotto semplice e banale, la mera registrazione non è sufficiente. Il giudice deve compiere una verifica rigorosa e sostanziale del requisito della novità e del carattere individuale, senza limitarsi alla presunzione di validità del titolo.
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