La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 224/2024, ha rigettato il ricorso di un Procuratore, confermando la non convalida di un arresto. Il caso riguardava un cittadino che, recatosi in caserma per sporgere querela, aveva aggredito un agente. La Corte ha stabilito che per configurare il reato di resistenza a pubblico ufficiale, l'azione violenta o minacciosa deve essere finalizzata a contrastare un atto d'ufficio, e non essere una mera espressione di aggressività generica.
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