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Art. 335 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 335 Codice di Procedura Civile

Domanda nuova in locazione: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti alla modifica delle pretese in un contenzioso locatizio. In un caso complesso, un conduttore ha tentato di cambiare la base fattuale della sua richiesta di restituzione di canoni maggiorati, introducendo tardivamente contratti più vecchi. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che tale modifica costituisce una 'domanda nuova' inammissibile. La decisione sottolinea che il potere del giudice di rilevare d'ufficio la nullità non può superare il principio della domanda e basarsi su fatti non ritualmente introdotti nel processo.
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Azione revocatoria: la prova presuntiva è sufficiente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che accoglieva un'azione revocatoria. La Corte ha stabilito che una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il legame di parentela stretto tra venditore e acquirente, la loro convivenza e l'opacità sui fondi, sono sufficienti a costituire una prova presuntiva della consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato al creditore.
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Riunione dei ricorsi in Cassazione: il caso analizzato
In una controversia su un contratto di locazione, un inquilino ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte, rilevando l'esistenza di un altro ricorso pendente tra le stesse parti e relativo alla medesima vicenda, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione non entra nel merito della disputa, ma dispone la riunione dei ricorsi. Questa scelta si basa sul principio di economia processuale e sulla necessità di evitare decisioni contrastanti, garantendo che le questioni connesse vengano trattate in un unico procedimento.
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Riunione dei ricorsi: l’obbligo del giudice
Un'ordinanza della Cassazione ha disposto la riunione dei ricorsi proposti separatamente contro la stessa sentenza. La Corte ha applicato l'art. 335 c.p.c., ribadendo che, per ragioni di economia processuale e per evitare decisioni contrastanti, più impugnazioni devono essere decise in un unico processo.
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Riunione dei ricorsi: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la riunione dei ricorsi presentati da un gruppo di medici contro la stessa sentenza della Corte d'Appello. Il caso di merito riguarda una richiesta di risarcimento danni allo Stato per la tardiva attuazione di direttive europee sulla remunerazione degli specializzandi. La decisione di unire i procedimenti si basa sull'art. 335 c.p.c. per garantire l'economia processuale e prevenire decisioni contrastanti.
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Riunione ricorsi: specializzandi e risarcimento danni
Un gruppo di medici specializzandi ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che negava loro il risarcimento per la tardiva attuazione di direttive UE sulla remunerazione. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la riunione del ricorso ad un altro procedimento già pendente e relativo alla stessa sentenza d'appello. La decisione si fonda sull'art. 335 c.p.c. per garantire l'economia processuale e un giudizio unitario, senza entrare nel merito della richiesta di risarcimento.
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Borsa studio medici specializzandi: no aumenti
Un gruppo di medici, specializzatisi dopo il 1991, ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento, sostenendo che la borsa di studio percepita fosse inadeguata e non rivalutata secondo le direttive comunitarie. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando la legittimità della normativa nazionale dell'epoca. Secondo la Corte, non vi era alcun obbligo derivante dal diritto comunitario di garantire una remunerazione minima superiore a quella già prevista, né di procedere a un adeguamento automatico della borsa di studio medici specializzandi per gli iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007.
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