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Art. 33-sexies Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 33-sexies Codice di Procedura Penale

Citazione diretta a giudizio: il contrasto che blocca il processo
Il Giudice per l'udienza preliminare di Napoli aveva restituito gli atti al Pubblico Ministero, ritenendo che per il reato di lesioni personali aggravate contestato all'imputato si dovesse procedere con citazione diretta a giudizio e non con richiesta di rinvio a giudizio. Il Pubblico Ministero ha proposto ricorso, evidenziando che la pena edittale per il reato, aggravato, superava i limiti di legge per la citazione diretta, rendendo necessaria l'udienza preliminare. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando l'ordinanza del giudice abnorme poiché determina un'indebita regressione del procedimento e uno stallo processuale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il provvedimento senza rinvio, ordinando la trasmissione degli atti al Tribunale per la regolare celebrazione dell'udienza.
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Abnormità funzionale: il principio tempus regit actum
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un G.u.p. che aveva restituito gli atti al Pubblico Ministero, qualificando il provvedimento come un'abnormità funzionale. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di modifica delle norme processuali, si deve applicare la legge in vigore al momento dell'esercizio dell'azione penale e non quella vigente all'epoca del fatto, secondo il principio "tempus regit actum". La restituzione degli atti, in questo caso, avrebbe causato una stasi insuperabile del procedimento.
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Particolare tenuità del fatto e obbligo di motivazione
Un automobilista, condannato per aver simulato un reato dopo aver causato un incidente sotto l'effetto di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto la maggior parte dei motivi, ma ha annullato la sentenza con rinvio perché i giudici d'appello non hanno motivato la loro decisione riguardo alla richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), violando così il diritto di difesa dell'imputato.
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Atto abnorme: Cassazione annulla rinvio al PM
Il Pubblico Ministero contesta un reato di lieve entità in materia di stupefacenti con citazione diretta. Il Tribunale, errando sulla pena applicabile, dichiara la propria incompetenza e restituisce gli atti, richiedendo un'udienza preliminare. La Cassazione qualifica tale provvedimento come atto abnorme, poiché crea una stasi processuale insuperabile, e annulla l'ordinanza, disponendo la prosecuzione del giudizio.
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Provvedimento abnorme e rito: la Cassazione decide
La Procura ricorre contro un'ordinanza del GUP che, per un reato di droga, aveva imposto la citazione diretta a giudizio basandosi sulla legge vigente al momento del fatto. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, definendo l'ordinanza un 'provvedimento abnorme'. Viene stabilito che le norme processuali seguono il principio 'tempus regit actum': si applica la legge in vigore quando l'atto processuale viene compiuto. Poiché una nuova legge aveva innalzato la pena prima della richiesta del PM, la procedura corretta era l'udienza preliminare. L'ordinanza viene quindi annullata.
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Atto abnorme: GIP sbaglia, la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha qualificato come atto abnorme l'ordinanza di un GIP che aveva erroneamente restituito gli atti al PM imponendo la citazione diretta a giudizio per un reato di lesioni aggravate. La Suprema Corte ha chiarito che, superando la pena massima i limiti edittali previsti per quel rito, l'azione penale era stata correttamente esercitata con la richiesta di rinvio a giudizio. L'ordinanza, causando un'indebita regressione del procedimento, è stata annullata.
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