La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per l'omessa denuncia di trasferimento di reperti archeologici, qualificabili come beni culturali. La Corte ha stabilito che la qualifica di bene culturale non richiede necessariamente un preventivo provvedimento amministrativo, essendo sufficiente il suo valore intrinseco. Inoltre, ha chiarito che la nuova normativa sui reati contro il patrimonio culturale (L. 22/2022) si pone in continuità con la precedente, senza abolire il reato.
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