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Art. 33 Costituzione — Anno 2023

Altri anni per Art. 33 Costituzione

Falso Dentista con Laurea Estera: Condanna per Esercizio Abusivo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un professionista che praticava l'odontoiatria senza la necessaria abilitazione italiana. L'imputato si difendeva sostenendo la validità di un percorso universitario svolto all'estero (Polonia e Ungheria), ma i giudici hanno stabilito che tale titolo è privo di valore per l'esercizio della professione in Italia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La sentenza ribadisce che per svolgere professioni regolamentate è indispensabile il titolo riconosciuto dallo Stato, rendendo definitiva la condanna per esercizio abusivo della professione.
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Diffamazione in opera di fantasia: Fiction TV vince contro Birra
Un'associazione di produttori di birra artigianale ha citato in giudizio un'emittente televisiva per i commenti negativi sul prodotto espressi dai protagonisti di una fiction. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento. Ha stabilito un principio fondamentale sulla diffamazione in opera di fantasia: a differenza del giornalismo, un'opera creativa non è vincolata al requisito della verità. Le espressioni generiche e funzionali a una trama di finzione non costituiscono un illecito diffamatorio, tutelando così la libertà di espressione artistica. L'emittente televisiva ha quindi vinto la causa.
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Sanzione disciplinare: i limiti del docente
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sanzione disciplinare irrogata a una docente per aver tenuto un comportamento irriguardoso durante uno scrutinio scolastico. La ricorrente contestava la violazione del principio di immutabilità dell'addebito e della libertà di insegnamento. La Suprema Corte ha stabilito che la sanzione disciplinare è valida se il nucleo dei fatti resta lo stesso, anche se precisato in sede istruttoria, e che la libertà di insegnamento non giustifica condotte contrarie ai doveri di correttezza e rispetto verso i colleghi.
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Istruzione parentale: limiti al controllo dei servizi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23802/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di istruzione parentale (homeschooling). Il caso riguardava due genitori a cui era stato imposto il monitoraggio dei servizi sociali nonostante la Corte d'Appello avesse riconosciuto la legittimità della loro scelta di educare la figlia a casa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il controllo dei servizi sociali, essendo una misura limitativa della responsabilità genitoriale, è giustificato solo in presenza di un accertato rischio di pregiudizio per il minore e non può derivare dalla sola scelta, pienamente legittima, di avvalersi dell'istruzione parentale.
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