LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 327 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Pagina 11 di 12

Altri anni per Art. 327 Codice di Procedura Civile

Notifica della sentenza: termini e ricorso tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società e di un fideiussore poiché presentato oltre i termini di legge. Nonostante i ricorrenti invocassero il termine semestrale, la controparte ha dimostrato l'avvenuta notifica della sentenza via PEC, attivando il termine breve. Tale condotta, unita al rifiuto di una proposta di definizione anticipata, ha comportato una condanna per responsabilità aggravata e abuso del processo.
Continua »
Accordo di ristrutturazione: legittimazione al reclamo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un accordo di ristrutturazione, il creditore pubblico che non propone opposizione nei termini non è legittimato a presentare reclamo contro l'omologa. Nel caso di specie, l'ente previdenziale non aveva partecipato alla fase davanti al Tribunale, perdendo la possibilità di impugnare la decisione.
Continua »
Giudicato esterno favorevole: effetti socio e società
La Corte di Cassazione chiarisce che il giudicato esterno favorevole ottenuto da una società di persone si estende ai soci. Nel caso analizzato, l'annullamento definitivo di un accertamento tributario societario per motivi di merito determina la caducazione della cartella di pagamento emessa nei confronti del socio, in virtù del principio di unitarietà dell'accertamento e del litisconsorzio necessario.
Continua »
Responsabilità solidale rappresentante legale: guida
La Corte di Cassazione ha statuito sulla responsabilità solidale rappresentante legale di un'associazione sportiva dilettantistica per debiti d'imposta. La Corte ha chiarito che, per le obbligazioni tributarie, il rappresentante legale risponde dei tributi e delle sanzioni se ha diretto la gestione dell'ente nel periodo di riferimento. La firma di dichiarazioni fiscali e contratti di sponsorizzazione costituisce prova del ruolo gestorio, superando le eccezioni di difetto di motivazione dell'accertamento.
Continua »
Nullità notifica appello: gli effetti sul ricorso
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità notifica appello, derivante dall'invio dell'atto a un indirizzo diverso dal domicilio eletto, non equivale all'inesistenza della stessa. Di conseguenza, il contribuente che impugna una sentenza oltre i termini ordinari deve dimostrare che il vizio gli ha impedito di conoscere il processo, prova non fornita se il difensore ha comunque ricevuto il plico.
Continua »
Termine lungo impugnazione: quando scatta la decadenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre il termine lungo impugnazione previsto dall'art. 327 c.p.c. Una società ha sostenuto di aver appreso della sentenza solo anni dopo tramite cartella esattoriale a causa di errori nelle comunicazioni dell'ufficio. La Corte ha ribadito che il termine di decadenza decorre dalla pubblicazione della sentenza in cancelleria, ponendo sul difensore l'onere di vigilare sull'esito del giudizio.
Continua »
Legittimazione passiva: chi paga dopo l’emergenza?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione passiva per le obbligazioni contratte da un commissario straordinario durante un'emergenza si trasferisce all'ente ordinariamente competente, come la Regione, al cessare della gestione straordinaria. Nel caso analizzato, un professionista richiedeva il compenso per un progetto di potenziamento di un depuratore, ma la sua domanda contro lo Stato è stata respinta per difetto di titolarità passiva dopo il subentro regionale.
Continua »
Notifica telematica nulla: guida alla sanabilità
La Corte di Cassazione ha chiarito che una notifica telematica nulla a causa di allegati corrotti da un virus non può essere considerata inesistente. Se il messaggio PEC identifica correttamente le parti e l'oggetto, la notifica può essere rinnovata con efficacia retroattiva, a condizione che il malfunzionamento non sia imputabile al mittente.
Continua »
Appello tardivo: notifica provata e appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'appello dell'Agente della riscossione era un appello tardivo e, quindi, inammissibile. Il contribuente aveva fornito la prova della notifica del ricorso di primo grado, facendo scattare un termine per l'impugnazione che l'Ufficio non ha rispettato. Di conseguenza, la sentenza di secondo grado è stata annullata senza rinvio, confermando la vittoria del contribuente.
Continua »
Patrocinio ente riscossione: sì all’avvocato privato
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità del patrocinio ente riscossione a mezzo di avvocati del libero foro. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia, ritenendo erroneamente che non potesse avvalersi di un legale privato. La questione è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
Continua »
Termine opposizione decreto: conta la notifica formale
Una società si opponeva a un decreto per condotta antisindacale, ma i giudici di merito ritenevano l'atto tardivo perché presentato dopo la 'conoscenza di fatto' del provvedimento. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il termine opposizione decreto decorre solo da una comunicazione o notificazione formale, e non dalla mera conoscenza indiretta, per garantire la certezza del diritto e dei termini processuali.
Continua »
Responsabilità notaio: obblighi e usi civici
Una società creditizia ha citato in giudizio un notaio per non aver identificato la presenza di "usi civici" su un immobile dato in garanzia per un mutuo, rendendo impossibile l'espropriazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Ha chiarito che l'obbligo del notaio di indagare sugli usi civici non è assoluto ma dipende dalle circostanze del caso concreto. La valutazione sulla diligenza del professionista costituisce un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito, delineando così i confini della responsabilità del notaio.
Continua »
Opposizione tardiva: quando il rito decide il caso
Un cittadino ha proposto appello contro una sentenza relativa a cartelle esattoriali. L'appello è stato giudicato inammissibile perché considerato una opposizione tardiva. La Cassazione ha confermato che, avendo il primo giudice deciso su questioni di merito tipiche dell'opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.), non si applica la sospensione feriale dei termini, rendendo il gravame presentato fuori tempo massimo. Qualsiasi altra valutazione sul merito è stata ritenuta superflua.
Continua »
Termine impugnazione decreto: la comunicazione è decisiva
Una società acquista un credito IVA in un'asta fallimentare ma si rifiuta di pagare, sostenendone l'inesistenza. La Corte di Cassazione, pur ritenendo tempestivo il ricorso, lo dichiara inammissibile nel merito. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sul termine impugnazione: per i decreti decisori in ambito fallimentare, esso decorre solo dalla comunicazione formale della cancelleria e non dalla semplice lettura in udienza. Nel merito, si chiarisce che le contestazioni sull'esistenza del credito vanno sollevate nel procedimento di verifica del passivo, non con un reclamo avverso l'ordine di pagamento.
Continua »
Litisconsorzio necessario nel giudizio di revocazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di revocazione emessa dalla Commissione Tributaria Regionale. La causa è stata la mancata notifica del ricorso per revocazione all'agente della riscossione, considerato parte essenziale del processo. Questo errore procedurale ha violato il principio del litisconsorzio necessario, rendendo nullo l'intero giudizio di revocazione, a prescindere dal merito della questione.
Continua »
Termine lungo impugnazione: il calcolo post-ferie
La Corte di Cassazione chiarisce il corretto calcolo del termine lungo impugnazione per una sentenza depositata durante la sospensione feriale. Contrariamente a quanto deciso dalla Corte d'Appello, il termine di sei mesi non decorre dalla data di deposito in agosto, ma dal 1° settembre. Di conseguenza, l'appello notificato il 1° marzo dell'anno successivo è stato ritenuto tempestivo, annullando la precedente dichiarazione di inammissibilità e rinviando il caso per l'esame nel merito.
Continua »
Caducazione sentenza quantum: effetti sull’appello
Una società ha impugnato la quantificazione del danno a favore di una lavoratrice. Tuttavia, una precedente decisione della Cassazione aveva già annullato il diritto stesso al risarcimento. Di conseguenza, il nuovo ricorso è stato dichiarato inammissibile per caducazione della sentenza quantum, poiché il presupposto logico-giuridico (il diritto) era venuto meno, rendendo inefficace anche il ricorso incidentale della lavoratrice.
Continua »
Diritto di assemblea RSU: la Cassazione si pronuncia
La Cassazione conferma il diritto di assemblea RSU per il singolo componente. Un'importante azienda metalmeccanica aveva negato tale facoltà, ritenendola una prerogativa collegiale. La Corte ha rigettato il ricorso, qualificando la condotta come antisindacale e ribadendo che il singolo rappresentante, eletto in una lista sindacale qualificata, può legittimamente indire assemblee retribuite.
Continua »
Divieto di nova in appello: il caso nel processo tributario
Un contribuente, destinatario di un avviso di accertamento per redditi non dichiarati, otteneva l'annullamento dell'atto in appello sostenendo la confusione tra la sua attività individuale e quella di una società da lui amministrata. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'argomento della 'confusione' costituiva un motivo nuovo, introdotto per la prima volta in secondo grado e quindi inammissibile per il divieto di nova in appello.
Continua »
Autorizzazione indagini bancarie: motivazione nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria per vizio di motivazione. Il giudice di secondo grado non aveva adeguatamente spiegato perché l'autorizzazione indagini bancarie, prodotta in giudizio dall'Agenzia delle Entrate, fosse irrilevante. La Corte ha chiarito che una motivazione illogica o contraddittoria equivale a un'assenza di motivazione, rendendo la decisione nulla e richiedendo un nuovo esame del caso.
Continua »