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Art. 323 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 323 Codice di Procedura Civile

Contributi di bonifica: l’ente accorpato resiste ed esige
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa a somme richieste per il beneficio irriguo. La commissione di primo grado ha annullato la pretesa per difetto di motivazione. L'ente impositore territoriale ha proposto appello, ma la corte tributaria regionale ha dichiarato il ricorso inammissibile: secondo i giudici d'appello, l'ente non esisteva più a causa della legge regionale di riordino che ne disponeva l'accorpamento in un consorzio più ampio. La Corte di Cassazione ha ribaltato questo verdetto. I giudici hanno chiarito che la legge di riforma non sopprime all'istante i vecchi consorzi territoriali. Questi enti rimangono pienamente attivi e mantengono il potere di riscuotere i contributi di bonifica e stare in giudizio durante tutta la fase di transizione, fino alla concreta chiusura delle operazioni di fusione.
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Rappresentanza Giudice di Pace: non vale in appello. Volo in ritardo
Una passeggera, tramite una società di servizi, ottiene dal Giudice di Pace un risarcimento per ritardo aereo. La compagnia aerea appella la decisione. La Corte di Cassazione, però, conferma che la speciale e semplificata rappresentanza processuale Giudice di Pace, concessa alla società di servizi, non si estende ai gradi di giudizio successivi. In appello, infatti, valgono le regole generali che richiedono che la parte in causa sia il titolare effettivo del diritto, cioè la passeggera. L'appello della compagnia aerea, rivolto contro un soggetto non legittimato, viene quindi respinto e la condanna al risarcimento diventa definitiva.
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Compensatio lucri cum damno: danni da talidomide
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione del principio della compensatio lucri cum damno per i danni derivanti dall'assunzione di talidomide. Una cittadina chiedeva il risarcimento al Ministero della Salute, ma i giudici hanno stabilito che l'indennizzo mensile vitalizio già percepito deve essere scomputato dal risarcimento complessivo per evitare un ingiustificato arricchimento del danneggiato.
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Responsabilità del notaio: il vincolo del giudicato
Una società immobiliare ha citato in giudizio un notaio per negligenza professionale nella compravendita di un terreno con un immobile abusivo. Il caso analizza la responsabilità del notaio e l'efficacia vincolante di una sentenza non definitiva, che aveva già statuito sulla colpa del professionista, rispetto alla successiva sentenza definitiva che aveva invece rigettato la domanda. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, affermando che il giudice della sentenza definitiva è vincolato da quanto deciso nella sentenza non definitiva (giudicato interno), non potendo rimettere in discussione la responsabilità del notaio già accertata.
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