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Art. 319 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 319 Codice di Procedura Penale

Sequestro conservativo: annullato il blocco oltre la provvisionale
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una terza interessata contro il sequestro conservativo di beni disposto a favore delle parti civili. I giudici hanno chiarito che il sequestro conservativo può essere richiesto solo durante il "processo di merito", periodo che termina definitivamente con il deposito della motivazione della sentenza di appello. Nel caso specifico, la richiesta era stata presentata dopo tale deposito, rendendo la misura illegittima. Tuttavia, poiché la sentenza di condanna è nel frattempo passata in giudicato, la Corte ha stabilito che il sequestro si è comunque convertito automaticamente in pignoramento, ma solo nei limiti della provvisionale di novantamila euro già liquidata. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato il sequestro per la parte eccedente, ordinando la restituzione dei beni restanti.
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Sequestro conservativo: nullo se richiesto dopo la sentenza
Il caso nasce dalla condanna in primo grado di un professionista per patrocinio infedele e truffa, con provvisionale di 90.000 euro. In appello, i reati si prescrivono ma restano le statuizioni civili. Successivamente al deposito delle motivazioni d'appello, le parti civili ottengono un sequestro conservativo sui beni dell'imputato per circa 700.000 euro. L'imputato ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso: la richiesta di sequestro conservativo è tardiva poiché presentata dopo il deposito della motivazione della sentenza d'appello, momento che segna la fine del processo di merito. La Cassazione annulla senza rinvio il sequestro, disponendo la restituzione dei beni all'imputato, a esclusione della somma di 90.000 euro relativa alla provvisionale, ormai convertitasi automaticamente in pignoramento a seguito del passaggio in giudicato della condanna civile.
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Sequestro conservativo: sbloccati i beni oltre la provvisionale
Il caso nasce dalla condanna in primo grado di due professionisti per truffa e patrocinio infedele, con l'obbligo di pagare una provvisionale di 90.000 euro. In appello i reati si prescrivono, ma restano ferme le responsabilità civili. Successivamente al deposito delle motivazioni della sentenza d'appello, le parti civili ottengono un sequestro conservativo sui beni di un terzo per un valore di circa 700.000 euro. La Cassazione accoglie il ricorso dei familiari del terzo, stabilendo che il sequestro conservativo non può essere richiesto dopo il deposito delle motivazioni d'appello, poiché il processo di merito è ormai concluso. Tuttavia, poiché la sentenza è diventata irrevocabile, il sequestro si converte automaticamente in pignoramento limitatamente alla provvisionale di 90.000 euro. La Corte annulla senza rinvio il sequestro per la parte eccedente.
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Sequestro preventivo: niente cauzione per liberare i beni
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due indagati per reati tributari contro il diniego di dissequestro di conti correnti e quote societarie. I giudici hanno chiarito che il Tribunale del Riesame non può valutare documenti nuovi, attestanti l'estinzione del debito, se non preventivamente sottoposti al GIP. Inoltre, la Corte ha stabilito che per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca non è ammessa la sostituzione dei beni tramite il versamento di una cauzione. Questa misura ha infatti una funzione sanzionatoria volta a privare l'autore del reato dei proventi illeciti, diversamente dal sequestro conservativo. Di conseguenza, il sequestro preventivo rimane attivo e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Voti e lavoro: la Cassazione blocca il PM per vizio procedurale
Un consigliere regionale, accusato di aver promesso posti di lavoro e promozioni in cambio di voti, aveva ottenuto la revoca delle misure interdittive. La Procura ha impugnato questa decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha però stabilito l'inammissibilità del ricorso del PM. Il principio chiave è che il Pubblico Ministero, quando contesta la revoca di una misura cautelare, non può limitarsi a discutere la gravità degli indizi. Deve anche dimostrare, a pena di inammissibilità, che le esigenze cautelari sono ancora attuali e concrete. Non avendolo fatto, il suo ricorso è stato respinto e il politico ha vinto questo specifico procedimento.
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Sequestro conservativo: cauzione reale o promessa?
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un ricorso riguardante la sostituzione di un sequestro conservativo con una cauzione. Il caso trae origine da un'indagine per bancarotta fraudolenta in cui l'indagato aveva richiesto il dissequestro di quote societarie offrendo una garanzia. La Suprema Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 319 comma 2 c.p.p., l'offerta di cauzione presentata in sede di riesame deve essere un'offerta reale e non una mera promessa di adempimento futuro. Il giudice deve valutare la proporzionalità della garanzia rispetto al valore dei beni sequestrati, ma non può sostituirsi alla parte nella definizione delle modalità di prestazione se queste non sono state chiaramente indicate e garantite.
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Cauzione e sequestro: la proporzionalità obbligatoria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45362/2023, ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva respinto un'offerta di cauzione per la revoca di un sequestro conservativo. L'imputato aveva offerto una somma in sostituzione del sequestro su alcune quote societarie. La Cassazione ha ribadito un principio cruciale: la congruità della cauzione va valutata in rapporto al valore dei beni sequestrati, non all'intero ammontare del credito vantato dalla parte civile. Il Tribunale, nel giudizio di rinvio, non si era attenuto a questo principio, rigettando l'offerta come 'mera promessa'. La Suprema Corte ha annullato nuovamente la decisione, imponendo al giudice di merito di effettuare la corretta valutazione come già indicato.
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