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Art. 319 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 319 Codice di Procedura Penale

Revoca del sequestro conservativo negata all’erede
Un uomo condannato in via definitiva per truffa aveva acquistato un immobile con proventi societari illeciti, intestandolo formalmente al figlio. L'immobile era stato sottoposto a sequestro a garanzia dei risarcimenti dovuti alla parte civile. Il figlio ha chiesto al giudice dell'esecuzione la revoca del sequestro conservativo, sostenendo di essere l'effettivo proprietario e asserendo la prescrizione del debito risarcitorio a seguito del fallimento del padre. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del figlio. I giudici hanno chiarito che l'intestazione formale non cancella la reale disponibilità del bene in capo al condannato. Inoltre, il fallimento del debitore non estingue la pretesa risarcitoria della vittima. Chi richiede la revoca del sequestro conservativo deve documentare con precisione la cessazione definitiva del credito garantito, onere non soddisfatto nel caso di specie.
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Sequestro conservativo: debito modesto ma l’immobile resta bloccato
Un uomo condannato in via definitiva ha chiesto la revoca del sequestro conservativo disposto sul proprio immobile. Il ricorrente ha sostenuto la sproporzione della misura rispetto a un debito erariale iscritto di soli duemila euro. I giudici di merito hanno respinto la richiesta e la Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Il sequestro conservativo garantisce non solo le sanzioni già quantificate, ma anche tutte le spese del procedimento penale e i costi di mantenimento in carcere, calcolabili al termine della detenzione. Il vincolo sull'immobile resta valido e può essere cancellato solo prestando una cauzione idonea.
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