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Art. 318 Codice Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 318 Codice Penale

Ingiusta Detenzione: Funzionaria Assolta Vince Contro il No al Risarcimento
Una funzionaria pubblica, arrestata e poi assolta dall'accusa di corruzione, si vede negare il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello aveva ritenuto il suo comportamento 'gravemente colposo'. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice che valuta il risarcimento non può fondare il suo giudizio su fatti che il processo penale ha già smentito o ritenuto non provati. La Cassazione ha chiarito che prassi d'ufficio disordinate non equivalgono a colpa grave. La funzionaria vince il ricorso e il caso torna in Appello per una nuova valutazione in suo favore.
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Agente assolto ma senza risarcimento: la colpa grave costa caro
Un agente di Polizia Municipale, arrestato con l'accusa di corruzione per aver favorito un venditore ambulante in cambio di un'auto, viene successivamente assolto. Nonostante l'assoluzione, la sua richiesta di risarcimento viene respinta. La Corte di Cassazione conferma la decisione, negando la Riparazione per ingiusta detenzione a causa della 'colpa grave' dell'agente. Il suo rapporto di stretta vicinanza con il venditore, non consono al suo ruolo di pubblico ufficiale, e le conversazioni ambigue intercettate hanno creato una falsa apparenza di colpevolezza, giustificando l'arresto iniziale. La sentenza stabilisce che un comportamento gravemente imprudente, che induce in errore i giudici, esclude il diritto al risarcimento.
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Corruzione Pubblico Ufficiale: la competenza di fatto
Un'assistente di polizia penitenziaria è stata sospesa per aver offerto un soggiorno in hotel a una direttrice di carcere in cambio di un'agevolazione sul suo trasferimento. La Cassazione ha confermato la misura, specificando che per il reato di corruzione pubblico ufficiale è sufficiente un'influenza di fatto sull'atto, anche senza una competenza formale. Il ricorso è stato respinto.
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Esigenze cautelari e corruzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di corruzione in un istituto penitenziario. La sentenza annulla con rinvio la misura interdittiva per alcuni agenti di polizia penitenziaria, sottolineando la necessità di una valutazione concreta e attuale delle esigenze cautelari, in particolare quando cambiano le mansioni lavorative dell'indagato. Vengono invece confermate le misure per altri indagati, per i quali il rischio di reiterazione del reato è stato ritenuto attuale e concreto.
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