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Art. 316-ter Codice Penale — Anno 2022

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Altri anni per Art. 316-ter Codice Penale

Indebita percezione di erogazioni pubbliche: prescritto ma paga
Un imprenditore, accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche per aver falsamente dichiarato all'Inps il pagamento di Tfr eccedenti per compensare i contributi dovuti, ha fatto ricorso in Cassazione. Il ricorrente contestava il calcolo della prescrizione, in particolare la sospensione di undici mesi dovuta a un rinvio d'udienza richiesto dal difensore e una sospensione legata all'emergenza Covid-19. La Suprema Corte ha stabilito che il rinvio non documentato dal difensore sospende interamente la prescrizione, senza il limite di sessanta giorni. Tuttavia, ha escluso la sospensione Covid-19 per mancanza di formale citazione. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, annullando la condanna penale ma confermando l'obbligo di risarcire il danno all'istituto previdenziale.
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Ricorso per Cassazione firmato personalmente: condanna e multa
L'Imputato, condannato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello. Tuttavia, egli ha sottoscritto l'atto di tasca propria, senza avvalersi della firma di un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per violazione delle norme procedurali. La legge stabilisce infatti che il ricorso per Cassazione firmato personalmente dal cittadino non sia valido. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Indebita percezione di erogazioni pubbliche: sequestro del bonus
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di circa novantamila euro nei confronti di un imprenditore accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. L'indagato utilizzava il bonus cultura "18App" per vendere servizi non consentiti dalla legge, come ingressi in discoteca con consumazione, pacchetti vacanze, accessi a SPA e parchi divertimento, richiedendo poi il rimborso allo Stato. La difesa sosteneva che gli eventi rientrassero tra gli spettacoli dal vivo autorizzati. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che tali attività ricreative sono estranee alle finalità culturali del bonus. La sentenza ribadisce che l'uso distorto dei fondi pubblici configura il reato anche se mascherato dietro codici formali.
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Indebita percezione dell’assegno sociale per chi vive all’estero
Un cittadino italiano ha continuato a ricevere l'assegno sociale dall'INPS nonostante si fosse trasferito stabilmente in Francia. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di indebita percezione dell'assegno sociale. I giudici hanno ritenuto decisive l'iscrizione all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE) e la stessa ammissione dell'uomo di vivere all'estero. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del pensionato, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale: stop a pregiudizi
Un imprenditore, accusato di indebita percezione di fondi pubblici e falso ideologico, chiedeva in appello la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale per ascoltare due fornitori come testimoni. La Corte d'appello respingeva la richiesta ritenendo i testimoni preventivamente inattendibili. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'imprenditore, stabilendo che il giudice non può escludere una prova testimoniale presumendone l'inattendibilità prima ancora di averla assunta. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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