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Art. 308 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 308 Codice di Procedura Penale

Termini massimi di custodia cautelare: il no della Cassazione
L'Indagato, latitante a Dubai, era destinatario di una misura di custodia in carcere in Italia per reati tributari e autoriciclaggio. Arrestato all'estero ai fini dell'estradizione, veniva subito liberato dalle autorità locali con il solo divieto di espatrio e ritiro del passaporto. La difesa chiedeva la revoca della misura italiana, sostenendo che il periodo all'estero equivalesse alla carcerazione e che fossero decorsi i termini massimi di custodia cautelare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le misure restrittive diverse dalla reale privazione della libertà sofferte all'estero non possono essere computate per il calcolo della durata massima della custodia cautelare in Italia.
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Aggravamento misura cautelare: quando è legittimo?
Un soggetto sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora subisce un aggravamento in arresti domiciliari a seguito di reiterate violazioni. Il suo ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile perché le censure erano tardive o non erano state sollevate correttamente nei precedenti gradi di giudizio. La sentenza chiarisce i limiti del ricorso e le condizioni per l'aggravamento misura cautelare.
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Inammissibilità del ricorso per carenza d’interesse
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso avverso un'ordinanza che rideterminava la durata di una misura cautelare. La decisione si fonda sulla carenza di interesse del ricorrente, poiché il termine della misura era già decorso al momento del giudizio di legittimità, rendendo la pronuncia priva di effetti concreti per l'indagato.
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Misure interdittive e appalti: la Cassazione decide
Un imprenditore, indagato per frode in appalti pubblici, ha impugnato la misura interdittiva del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha evidenziato che alcuni motivi di ricorso erano stati presentati per la prima volta in quella sede, risultando proceduralmente inammissibili. Inoltre, ha ritenuto logica e ben motivata la valutazione degli indizi, basata su intercettazioni che dimostravano l'intenzione di non eseguire i lavori a regola d'arte e di avvalersi di un subappalto non autorizzato.
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