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Art. 306 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 306 Codice di Procedura Civile

Rimborso tassa concessione governativa: rinuncia e lite chiusa
Una società ha richiesto il rimborso tassa concessione governativa versata per i servizi di telefonia mobile aziendale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso e i primi due gradi del giudizio tributario hanno confermato la decisione sfavorevole al contribuente. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, l'azienda ha depositato formale dichiarazione di rinuncia agli atti del giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'abbandono della causa e ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia agli atti del giudizio e stop alla causa col Fisco
L'Azienda ha chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa versata per gli apparecchi radiomobili aziendali. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato la restituzione e i giudici nei primi gradi hanno confermato il diniego. La società ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la parte ricorrente ha depositato una formale rinuncia agli atti del giudizio. La Suprema Corte ha preso atto dell'abbandono della causa e ha dichiarato l'estinzione del processo. La controversia si è chiusa senza alcuna decisione sul merito del rimborso richiesto, disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti.
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TIA e Hotel: L’Estinzione del Giudizio Tributario per Accordo
Un'azienda di gestione rifiuti ha richiesto il pagamento della TIA (Tassa Igiene Ambientale) a un Hotel per aree demaniali. L'Hotel ha contestato la richiesta, sostenendo di non essere il soggetto obbligato. Dopo vari gradi di giudizio, con l'Hotel che aveva ottenuto ragione, entrambe le parti hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi in Cassazione, chiedendo l'estinzione del giudizio tributario. La Corte ha accolto la richiesta, dichiarando l'estinzione del giudizio e compensando le spese legali tra le parti, chiudendo la controversia senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al rimborso IRPEF e chiusura del contenzioso fiscale
Un pensionato residente all'estero ha richiesto la restituzione dell'imposta trattenuta sulla propria pensione italiana. Di fronte al diniego implicito dell'Amministrazione Finanziaria, il cittadino ha avviato un contenzioso tributario. Nel corso del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato nuovi chiarimenti interpretativi sulla convenzione bilaterale applicabile. Alla luce di tale prassi, Il Contribuente ha formalizzato la Rinuncia al rimborso IRPEF. La Suprema Corte ha preso atto del venir meno dell'interesse della parte e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disattendendo l'esame nel merito e compensando integralmente le spese di lite tra le parti.
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Lite sulle tasse: la rinuncia al ricorso chiude il processo
Un Ente Locale ha inviato un avviso di accertamento ICI e IMU a una Società per una piattaforma petrolifera situata in mare. La Società ha impugnato la richiesta fiscale ottenendo decisioni favorevoli nei primi due gradi di giudizio. L'Ente Locale ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del processo, le parti hanno sottoscritto un accordo stragiudiziale per definire i rapporti tributari. Di conseguenza, l'Ente Locale ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'intesa e ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno stabilito che nessuna parte deve pagare le spese di lite e hanno confermato che la rinuncia evita il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: niente spese alla controparte
Un contribuente ha notificato all'ente di riscossione la formale rinuncia all'appello prima che quest'ultimo si costituisse in giudizio. L'ente si è costituito soltanto molti mesi dopo aver ricevuto l'atto di abbandono della causa. I giudici di secondo grado hanno dichiarato estinto il processo, ma hanno ingiustamente condannato il contribuente a rimborsare le spese legali all'ente creditore. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo le tesi difensive del contribuente. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia al ricorso tributario estingue subito il giudizio se la controparte non è ancora costituita. Di conseguenza, l'ente che decide di costituirsi tardivamente non ha diritto ad alcun rimborso delle spese di lite.
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Plusvalenza su terreni e rinuncia al ricorso tributario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente una presunta elusione fiscale per la vendita di un terreno edificabile, ricevuto in donazione dalla madre e ceduto a terzi dopo pochi giorni. Il Fisco ha richiesto il pagamento di una consistente plusvalenza IRPEF. Dopo la conferma dell'accertamento nei gradi di merito, la contribuente ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla rottamazione-ter dei debiti fiscali e ha pagato integralmente quanto dovuto per la definizione agevolata. Di conseguenza, la parte privata ha formalizzato la rinuncia al ricorso tributario per sopravvenuta carenza di interesse. I giudici hanno dichiarato estinto il processo per intervenuta rinuncia, disponendo la compensazione totale delle spese di lite ed escludendo il versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
Una società immobiliare ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU emessi da un Comune per gli anni 2015 e 2016. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, a seguito di un accordo conciliativo tra le parti, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Comune con richiesta di compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la rinuncia estingue il processo a prescindere dall'accettazione della controparte, la quale rileva solo per la regolazione delle spese. Avendo le parti concordato la compensazione, i giudici hanno compensato interamente le spese di lite, escludendo anche il raddoppio del contributo unificato per sopravvenuta inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: l’associazione cede e il Comune vince
Un'associazione ha impugnato un avviso di accertamento del Comune per il pagamento dell'ICI su un complesso immobiliare. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'ente locale ha visto confermata la legittimità dell'atto. L'ente associativo ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione, tuttavia, l'associazione ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si spegne la lite sull’ICI
Una complessa controversia tributaria tra un Ente Locale e un'Associazione no-profit, relativa all'esenzione ICI per un palazzetto dello sport, si è conclusa davanti alla Suprema Corte senza una decisione di merito. L'Associazione rivendicava l'esenzione d'imposta, mentre il Comune contestava l'uso promiscuo dell'immobile concesso a terzi. Dopo i primi due gradi di giudizio, entrambe le parti hanno depositato un atto di rinuncia bilaterale ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite. Di conseguenza, la vicenda si chiude definitivamente senza vincitori né vinti in sede di legittimità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Una banca ha proposto ricorso per revocazione contro una decisione della Cassazione riguardante una controversia fiscale sulle aliquote d'imposta. Nel corso del giudizio, la banca e l'Amministrazione Finanziaria hanno raggiunto un accordo conciliativo per chiudere la lite. Di conseguenza, la banca ha depositato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la rinuncia è un atto unilaterale recettizio che non richiede l'accettazione della controparte per produrre i suoi effetti. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
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Cessazione della materia del contendere: stop alla lite fiscale
Un pensionato ha chiesto il rimborso della maggiore IRPEF trattenuta dall'Inps sulla sua pensione integrativa. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ricorrendo in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente ha rinunciato formalmente alla pretesa di rimborso e l'Amministrazione finanziaria ha accettato tale rinuncia, rinunciando a sua volta al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al fisco senza spese
I Contribuenti proponevano istanza di revocazione contro una precedente ordinanza della Cassazione favorevole all'Agenzia delle Entrate, contestando evidenti errori di fatto nella valutazione delle prove relative a un accertamento fiscale. Nelle more del giudizio, la Corte di Giustizia Tributaria respingeva l'appello dell'ufficio finanziario in sede di rinvio. Di conseguenza, i Contribuenti depositavano formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che tale atto unilaterale non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace e non comporta la condanna alle spese in assenza di attività difensiva dell'Agenzia.
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Cessazione della materia del contendere: stop al rimborso IRPEF
Un pensionato italiano trasferitosi in Bulgaria chiedeva il rimborso dell'IRPEF trattenuta sulla propria pensione, invocando la convenzione contro le doppie imposizioni. L'Agenzia delle Entrate rifiutava il rimborso. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il caso giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente depositava una memoria rinunciando formalmente alla domanda di rimborso, a seguito dell'emanazione di un nuovo documento di prassi da parte dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha preso atto di questa rinuncia, che fa venire meno l'interesse a proseguire la causa. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: pagare il debito estingue la lite fiscale
Una contribuente impugna una cartella esattoriale per omessi versamenti IVA. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, propone ricorso in Cassazione. Nelle more dell'udienza, la contribuente provvede al pagamento integrale del debito fiscale e deposita formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la rinuncia produce effetti immediati non appena la controparte ne viene a conoscenza, senza necessità di accettazione. Di conseguenza, la Suprema Corte dichiara estinto il processo e compensa interamente le spese di giudizio tra le parti, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Pace fiscale e cessata materia del contendere: vince l’accordo
Una società e i suoi soci impugnavano gli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per costi indeducibili e presunta distribuzione di utili. Durante il giudizio di Cassazione, l'amministrazione annullava in autotutela gli atti verso i soci, mentre la società aderiva alla definizione agevolata. Le parti firmavano un verbale impegnandosi a rinunciare al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude senza spese doppie
Il caso riguarda un contribuente che ha proposto ricorso per revocazione contro un Consorzio di Bonifica. Prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che tale rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Inoltre, i giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle doppie tasse
Un contribuente propone ricorso per revocazione contro un ente di bonifica. Successivamente, il ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente notificata alla controparte. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo. I giudici chiariscono che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace, differenziandosi dalle regole dei gradi di merito. Inoltre, la Corte stabilisce che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione colpisce solo il rigetto, l'inammissibilità o l'improcedibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle doppie tasse
Un professionista ha proposto ricorso per la revocazione di una precedente sentenza contro un ente pubblico. Prima dell'udienza, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere valida e determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Inoltre, la Corte ha stabilito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché questa sanzione colpisce solo il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo unificato
Un contribuente ha proposto ricorso per revocazione contro un ente pubblico di bonifica, ma ha successivamente depositato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Inoltre, la Corte ha stabilito che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, e non può essere estesa per analogia alla rinuncia volontaria. Le spese del giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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