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Art. 2966 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2966 Codice Civile

Decadenza contributi INPS: il termine non vale per l’Istituto
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante aspetto sulla Decadenza contributi INPS. Un'Azienda Committente, ritenuta solidalmente responsabile per i contributi previdenziali non versati dall'Appaltatore, aveva ottenuto l'annullamento di un avviso di addebito. La Corte d'Appello aveva applicato il termine biennale di decadenza previsto per l'azione del lavoratore anche alla pretesa dell'INPS. La Cassazione ha invece stabilito che tale termine si applica solo al lavoratore. L'azione dell'INPS per recuperare i contributi è soggetta al più lungo termine di prescrizione quinquennale, non alla decadenza biennale. La sentenza di appello è stata cassata, rinviando la causa per una nuova decisione.
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Decadenza Contributi Appalto: L’INPS non ha limiti biennali
L'Ente Previdenziale aveva emesso un avviso di addebito contro un'Azienda Committente per contributi non versati da un appaltatore. I giudici di merito avevano annullato l'avviso, ritenendo applicabile il termine biennale di decadenza contributi appalto previsto per il lavoratore. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che tale termine non si applica all'Ente Previdenziale, la cui azione per il recupero dei contributi è soggetta al più lungo termine di prescrizione. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame, affermando che l'obbligazione contributiva è autonoma e non soggetta alla stessa decadenza del diritto del lavoratore.
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Responsabilità solidale appalto: la Cassazione chiarisce i termini per l’Ente Previdenziale
L'Ente Previdenziale ha agito contro un Committente e un Appaltatore per ottenere contributi previdenziali non versati da un Subappaltatore. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ritenendo scaduto il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale nell'appalto. La Cassazione ha invece stabilito che tale termine non si applica alle azioni dell'Ente Previdenziale, per le quali vale solo il termine di prescrizione ordinario. La sentenza è stata cassata con rinvio, affermando che la responsabilità solidale del committente per i contributi è soggetta solo alla prescrizione.
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Riapertura del procedimento disciplinare: conta l’invio dell’atto
Il Ministero dell'Interno ha licenziato un dipendente pubblico a seguito di una condanna penale definitiva. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento sostenendo la tardiva riapertura del procedimento disciplinare. L'amministrazione aveva infatti deliberato e spedito l'atto di contestazione entro il termine di sessanta giorni, ma il dipendente lo aveva ricevuto tre giorni dopo la scadenza. I giudici di merito hanno respinto il ricorso del lavoratore, confermando la tempestività dell'azione ministeriale. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente le decisioni precedenti, rigettando il ricorso del dipendente. I giudici hanno stabilito che l'amministrazione evita la decadenza formando l'atto nei termini stabiliti, mentre la ricezione successiva rileva solo se danneggia concretamente il diritto di difesa.
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Contratto di appalto pubblico: risarcimento negato senza riserve
Un'impresa edile chiedeva il risarcimento dei danni per la sospensione dei lavori durante l'esecuzione di un contratto di appalto pubblico per la costruzione di una sede pubblica. La Corte d'Appello respingeva le richieste dell'impresa, evidenziando che per la prima sospensione (consegna parziale) l'impresa non aveva esercitato il diritto di recesso, mentre per le sospensioni successive non aveva iscritto tempestivamente le riserve nel registro di contabilità. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso degli eredi dei titolari dell'impresa. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di sospensione illegittima o consegna parziale, l'appaltatore decade dal diritto al risarcimento se non formula le riserve nei tempi e nei modi previsti dalla legge o se non esercita il recesso.
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Decadenza dalle riserve: il registro indisponibile non scusa
Un'impresa di costruzioni (L'Appaltatore) ha chiesto il risarcimento dei danni alla Stazione Appaltante per ritardi nei lavori di ristrutturazione di un ospedale. La Stazione Appaltante ha eccepito la decadenza dalle riserve per tardiva esplicazione delle stesse. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno rigettato le richieste dell'impresa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la materiale indisponibilità del registro di contabilità non esonera l'appaltatore dall'obbligo di esplicitare le riserve entro quindici giorni dall'insorgenza del fatto lesivo, anche tramite comunicazione scritta separata. Di conseguenza, si è verificata la decadenza dalle riserve per l'omessa tempestiva quantificazione delle pretese.
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Ricalcolo della pensione: la Cassazione salva gli arretrati
Tre pensionati hanno chiesto all'INPS il ricalcolo della pensione per ottenere l'importo corretto basato sull'ottanta per cento della base pensionabile. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendola interamente decaduta per il decorso del termine di tre anni previsto dalla legge. I pensionati si sono rivolti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto parzialmente il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza triennale per la richiesta di ricalcolo della pensione non cancella l'intero diritto. Essa colpisce esclusivamente le differenze sui singoli ratei scaduti prima del triennio precedente alla causa. I ratei successivi restano pienamente esigibili. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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