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Art. 2960 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2960 Codice Civile

Prescrizione presuntiva: il curatore fallimentare deve giurare
Un professionista chiede l'ammissione al passivo del fallimento di una società per ottenere il pagamento di vecchie parcelle. Il curatore fallimentare eccepisce la prescrizione presuntiva triennale. Il professionista contesta l'eccezione, ritenendo che il curatore non possa sollevarla poiché non è possibile deferirgli il giuramento decisorio. Le Sezioni Unite della Cassazione chiariscono che il curatore può eccepire la prescrizione presuntiva. Tuttavia, il creditore può deferirgli il giuramento sulla conoscenza dei fatti. Se il curatore dichiara di non sapere se il pagamento sia avvenuto, tale dichiarazione equivale a un mancato giuramento, dando ragione al creditore. Nel caso specifico, il ricorso del professionista viene rigettato perché non aveva concretamente richiesto il giuramento nei gradi precedenti.
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Prescrizione presuntiva: il lavoratore vince contro il fallimento
Un lavoratore ha chiesto l'ammissione al passivo del fallimento della sua ex azienda per crediti di lavoro non pagati. Il curatore fallimentare ha eccepito la prescrizione presuntiva annuale per respingere la domanda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che la prescrizione presuntiva non può essere applicata se il debitore formula difese incompatibili con l'avvenuto pagamento o dichiara di non sapere se il pagamento sia avvenuto. Inoltre, la Corte ha chiarito che il termine annuale si applica solo alle retribuzioni mensili, mentre per tredicesima, quattordicesima e ferie non godute si applica la prescrizione triennale, e per il TFR e l'indennità di preavviso si applica la prescrizione quinquennale ordinaria.
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Prescrizione Presuntiva: Ammette il debito e perde la causa
Una società cliente, citata in giudizio dagli eredi di un avvocato per il mancato pagamento di onorari, ha invocato la prescrizione presuntiva del credito. Tuttavia, nelle sue stesse difese, la società ha ammesso che il compenso non era stato corrisposto per intero. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa ammissione è incompatibile con l'eccezione di prescrizione presuntiva. Ammettere di non aver pagato, anche solo in parte, equivale a riconoscere che il debito esiste ancora, rendendo inefficace la presunzione di avvenuto pagamento. Di conseguenza, la società ha perso la causa ed è stata condannata a saldare il debito residuo e a pagare le spese legali.
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Ricorso tardivo per problemi informatici: virus non salva l’azienda
Un'azienda agricola presenta un ricorso in Cassazione oltre i termini, giustificando il ritardo con un presunto virus informatico che avrebbe cancellato la notifica della sentenza. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che un ricorso tardivo per problemi informatici non è giustificabile se il malfunzionamento era prevedibile ed evitabile. L'avvocato ha il dovere di adottare misure di sicurezza adeguate, come antivirus e backup regolari. La negligenza digitale non costituisce 'caso fortuito' e non consente la rimessione in termini. Di conseguenza, l'azienda perde la causa e viene condannata a pagare il compenso al professionista e le spese legali.
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Prescrizione crediti: No al giuramento in confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46099 del 2023, ha affrontato il tema della prescrizione crediti professionali nel contesto delle misure di prevenzione. Due professionisti si sono visti rigettare la richiesta di ammissione del loro credito verso beni confiscati a causa della prescrizione presuntiva. La Corte ha stabilito che, data la natura pubblicistica del procedimento, il giudice può rilevare d'ufficio la prescrizione e che il creditore non può utilizzare il giuramento decisorio per superarla. Infine, ha ribadito che il semplice invio di preavvisi di parcella non interrompe la prescrizione.
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