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Art. 2949 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2949 Codice Civile

Associazione professionale: debiti tra soci validi per 10 anni
Un ingegnere, escluso da un'associazione professionale, ha chiesto la liquidazione della propria quota. Gli altri soci hanno risposto chiedendo la restituzione di somme trattenute indebitamente dal collega. La Corte d'Appello ha condannato l'escluso a restituire oltre 32.000 euro. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il diritto dei colleghi fosse ormai scaduto per via della prescrizione breve di cinque anni prevista per le società. La Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che all'associazione professionale si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni e non quella breve di cinque anni, poiché tale realtà non è iscritta nella sezione ordinaria del registro delle imprese. Di conseguenza, il professionista escluso ha perso la causa e deve pagare le spese legali.
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Clausola compromissoria nulla: socia perde la causa e paga
Una socia amministratrice ne citava in giudizio un'altra, sua cugina e socia al 50%, per aver prelevato dalle casse sociali una somma superiore al dovuto. La socia convenuta si difendeva sostenendo che la questione dovesse essere decisa da arbitri, come previsto dallo statuto. La Cassazione ha però confermato la decisione dei giudici precedenti, dichiarando la clausola compromissoria nulla. Il motivo è che la clausola non affidava la nomina di tutti gli arbitri a un soggetto esterno alla società, un requisito inderogabile previsto dalla legge per garantire l'imparzialità. Di conseguenza, la causa è stata correttamente gestita dal tribunale ordinario e la socia convenuta ha perso il ricorso.
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Dividendi non restituiti: Fiduciario non è possessore in buona fede
La Corte di Cassazione chiarisce la natura della restituzione dividendi in caso di intestazione fiduciaria. Un soggetto che detiene azioni per conto di un altro (fiduciario) non può essere considerato 'possessore di buona fede' e non ha diritto a trattenere i dividendi percepiti prima della richiesta giudiziale. Il suo è un obbligo che nasce da un contratto (pactum fiduciae), non da una situazione di possesso. Pertanto, deve restituire tutti i dividendi incassati. La Corte, tuttavia, accoglie parzialmente il ricorso del fiduciario, rilevando un errore nel calcolo della prescrizione decennale e rinviando il caso alla Corte d'Appello per ricalcolare le somme dovute, escludendo quelle prescritte.
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Prescrizione liquidazione quota: il diritto si perde senza attesa
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione del diritto alla liquidazione della quota societaria ereditata. Un erede chiedeva il pagamento della quota del socio defunto, ma la società si opponeva sostenendo che il diritto fosse ormai prescritto. L'erede riteneva che il termine dovesse decorrere solo dalla sentenza che lo riconosceva tale. La Cassazione ha dato torto all'erede, stabilendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione decorre da quando il diritto può essere legalmente fatto valere, non da quando esiste una 'possibilità pratica' di esercitarlo. La necessità di un accertamento giudiziale non ferma il decorso del tempo. Di conseguenza, l'erede ha perso il suo diritto per aver agito troppo tardi.
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Prescrizione azione di responsabilità: il fallimento azzera il tempo
Una società sportiva fallisce e la curatela fa causa ad amministratori e sindaci per mala gestio. Loro si difendono sostenendo che l'azione legale è tardiva. La Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione azione di responsabilità amministratori: il termine di cinque anni non decorre dai primi segnali di crisi, ma dal momento in cui l'insolvenza diventa oggettivamente percepibile all'esterno. Questo momento, salva prova contraria a carico dell'amministratore, coincide con la data della dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, la difesa degli ex-dirigenti viene respinta e la loro responsabilità confermata.
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