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Art. 2938 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 2938 Codice Civile

Prescrizione nel Fallimento: Curatore assente, crediti persi?
Un Ente di Riscossione ha chiesto l'ammissione di vari crediti nel fallimento di un'Azienda. Il Tribunale ha parzialmente accolto la richiesta, dichiarando però prescritti alcuni crediti. L'Ente ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il curatore non si era costituito in giudizio per sollevare l'eccezione di prescrizione e che i documenti per interromperla non erano stati valutati correttamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che l'eccezione di prescrizione nel fallimento, se già accolta dal giudice delegato, resta valida anche se il curatore non si costituisce nel giudizio di opposizione. Il curatore deve riproporre solo le eccezioni disattese. La Corte ha confermato la prescrizione dei crediti contestati.
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Opposizione allo stato passivo: la contumacia non sana i crediti
L'Agente della Riscossione ha impugnato il mancato inserimento di crediti previdenziali e accessori nel fallimento di una società e dei suoi soci. Il curatore aveva eccepito la prescrizione durante la verifica dei crediti. Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, la curatela è rimasta contumace. Il Tribunale ha respinto l'istanza dell'ente creditore per mancata prova degli atti interruttivi. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la contumacia del curatore azzerasse l'eccezione di prescrizione. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito: l'eccezione di prescrizione sollevata nella prima fase dal curatore resta pienamente valida ed efficace anche se il fallimento non si costituisce nel giudizio successivo di opposizione allo stato passivo.
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Omessa notifica del verbale: il giudice non può ignorarla
Un automobilista riceve una cartella di pagamento per una presunta violazione del codice della strada. Il cittadino contesta l'atto chiedendone l'annullamento per l'omessa notifica del verbale di accertamento. Il Tribunale rigetta l'opposizione scambiando l'eccezione di mancata notifica con la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'automobilista. I giudici chiariscono che la mancata notifica nei termini estingue l'obbligo di pagamento e che il giudice deve valutare esattamente l'eccezione sollevata senza confonderla con la prescrizione. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Prescrizione del diritto: l’affittuario perde l’indennità
L'Affittuario di un terreno espropriato ha richiesto alla Proprietaria il pagamento dell'indennità colonica spettante per legge. La Proprietaria si è difesa eccependo la prescrizione del diritto. La Corte d'Appello ha accolto questa difesa, rilevando che il termine di dieci anni era iniziato nel luglio 1998 e che l'unica diffida scritta era giunta solo a dicembre 2008, quindi oltre il limite di tempo. L'Affittuario ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la Proprietaria non avesse formulato chiaramente l'eccezione di prescrizione nel primo atto di difesa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il giudice di merito deve valutare la sostanza delle difese e non la forma letterale. Di conseguenza, l'Affittuario perde la causa e non riceverà alcuna indennità, dovendo anche pagare le spese processuali aggiuntive.
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Patrocinio a spese dello Stato: compenso salvo da prescrizione
Un avvocato ha richiesto la liquidazione del compenso per l'attività svolta in favore di un cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale ha rigettato la domanda ritenendo prescritto il diritto per il decorso del termine triennale (prescrizione presuntiva). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione presuntiva non si applica ai crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. I pagamenti dello Stato devono infatti seguire le rigide regole di contabilità pubblica, che richiedono l'emissione di formali mandati di pagamento, escludendo così la presunzione di un avvenuto pagamento informale. L'ordinanza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3943/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici. Il caso riguarda la prescrizione del diritto al risarcimento per la mancata attuazione di direttive europee sulla loro remunerazione. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il termine di prescrizione decennale è iniziato a decorrere dall'entrata in vigore della Legge n. 370/1999, e non da una legge successiva del 2011. Pertanto, il diritto dei ricorrenti è stato considerato estinto.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione. L'ordinanza conferma il consolidato orientamento secondo cui la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Le incertezze legali sollevate dai ricorrenti non sono state ritenute sufficienti a posticipare tale decorrenza.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un medico specializzando ha richiesto il risarcimento del danno per la mancata retribuzione durante gli anni di specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sentenza di merito che aveva ritenuto maturata la prescrizione. Il termine decennale, secondo la Corte, inizia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Essendo l'azione legale stata avviata nel 2011, il diritto al risarcimento era già estinto, consolidando il principio sulla prescrizione del risarcimento per i medici.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
L'ordinanza analizza il caso di due medici che hanno citato in giudizio lo Stato per non aver ricevuto la corretta retribuzione durante la loro specializzazione negli anni '80, in violazione delle direttive CEE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello sulla prescrizione del diritto. Il punto centrale è la decorrenza del termine decennale di prescrizione medici specializzandi, che la Corte fissa alla data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso palese l'inadempimento parziale dello Stato, facendo scattare il termine per agire. L'incertezza giurisprudenziale non è stata considerata una causa valida per sospendere la prescrizione.
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