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Art. 2938 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2938 Codice Civile

Prescrizione contributi Gestione separata: calcolo con la proroga
Una professionista ha impugnato una cartella esattoriale con cui l'INPS chiedeva il pagamento di contributi omessi per il 2009. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa, dichiarando maturata la prescrizione contributi Gestione separata calcolata dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. L'INPS ha proposto ricorso per cassazione lamentando la sospensione del termine per omessa compilazione del quadro RR. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente di previdenza. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza prorogata per legge senza maggiorazione, ossia dal 6 luglio 2010. Il giudice deve individuare d'ufficio la corretta decorrenza temporale, poiché la prescrizione non si era ancora compiuta al momento della prima richiesta di pagamento.
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Prescrizione nel Fallimento: Curatore assente, crediti persi?
Un Ente di Riscossione ha chiesto l'ammissione di vari crediti nel fallimento di un'Azienda. Il Tribunale ha parzialmente accolto la richiesta, dichiarando però prescritti alcuni crediti. L'Ente ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il curatore non si era costituito in giudizio per sollevare l'eccezione di prescrizione e che i documenti per interromperla non erano stati valutati correttamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che l'eccezione di prescrizione nel fallimento, se già accolta dal giudice delegato, resta valida anche se il curatore non si costituisce nel giudizio di opposizione. Il curatore deve riproporre solo le eccezioni disattese. La Corte ha confermato la prescrizione dei crediti contestati.
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Rivalutazione contributiva amianto: il ritardo cancella il diritto
L'erede di un lavoratore deceduto ha citato l'ente previdenziale per ottenere la rivalutazione contributiva amianto maturata durante l'attività lavorativa del congiunto. L'istituto previdenziale ha eccepito l'estinzione del diritto per decorso del tempo. Il lavoratore era andato in pensione nel 2000, mentre la domanda amministrativa era stata presentata soltanto nel 2012. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda. Il diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione a sostanze nocive si estingue definitivamente dopo dieci anni dal pensionamento. Inoltre, chi eccepisce la perdita del diritto deve solo allegare l'inattività del titolare, poiché spetta al giudice individuare la durata corretta del termine di prescrizione applicabile al caso.
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Falso ideologico per induzione: avvocati assolti, giudici non ingannati
Due avvocati sono stati accusati di falso ideologico per induzione per aver usato documenti falsi in cause di lavoro contro una grande azienda. Questi documenti avrebbero dovuto dimostrare l'interruzione della prescrizione. Dopo condanne in primo grado e parziali assoluzioni in appello, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che il reato di falso ideologico per induzione non sussiste. La Corte ha chiarito che il giudice civile non 'attesta' la verità dei fatti, e la prescrizione è un'eccezione che la parte deve sollevare, non rilevabile d'ufficio. L'inganno non ha quindi avuto l'incidenza necessaria per configurare il reato.
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Prescrizione del credito nella confisca: limiti al giudice
Un professionista e una società finanziaria hanno chiesto l'ammissione dei propri crediti allo stato passivo nell'ambito della confisca di prevenzione dei beni di un soggetto pericoloso. Il Tribunale ha respinto la domanda del professionista dichiarando d'ufficio la prescrizione del suo diritto, e ha negato la tutela alla finanziaria poiché la banca cedente era in mala fede. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione del credito nella confisca non può essere rilevata d'ufficio dal giudice se non eccepita dalle parti legittimate come il Pubblico Ministero o l'Agenzia dei beni confiscati. Al contrario, il ricorso della società cessionaria è stato respinto perché il cessionario subentra nella medesima posizione del cedente già accertato in mala fede.
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Patrocinio a spese dello Stato: stop a prescrizioni automatiche
Un avvocato ha richiesto la liquidazione dei compensi maturati per la difesa di un imputato ammesso al Patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale ha respinto l'istanza, ritenendo applicabile la prescrizione presuntiva triennale e sollevando d'ufficio l'estinzione del credito. Il professionista ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando sia l'operatività di tale prescrizione nel settore pubblico, sia il potere del giudice di rilevarla autonomamente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'avvocato: nei compensi legali erogati dallo Stato vige un rigido procedimento documentale che esclude pagamenti informali. Di conseguenza, non si applicano le presunzioni di pagamento né il giudice può dichiarare estinto il credito d'ufficio.
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Opposizione allo stato passivo: la contumacia non sana i crediti
L'Agente della Riscossione ha impugnato il mancato inserimento di crediti previdenziali e accessori nel fallimento di una società e dei suoi soci. Il curatore aveva eccepito la prescrizione durante la verifica dei crediti. Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, la curatela è rimasta contumace. Il Tribunale ha respinto l'istanza dell'ente creditore per mancata prova degli atti interruttivi. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la contumacia del curatore azzerasse l'eccezione di prescrizione. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito: l'eccezione di prescrizione sollevata nella prima fase dal curatore resta pienamente valida ed efficace anche se il fallimento non si costituisce nel giudizio successivo di opposizione allo stato passivo.
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Omessa notifica del verbale: il giudice non può ignorarla
Un automobilista riceve una cartella di pagamento per una presunta violazione del codice della strada. Il cittadino contesta l'atto chiedendone l'annullamento per l'omessa notifica del verbale di accertamento. Il Tribunale rigetta l'opposizione scambiando l'eccezione di mancata notifica con la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'automobilista. I giudici chiariscono che la mancata notifica nei termini estingue l'obbligo di pagamento e che il giudice deve valutare esattamente l'eccezione sollevata senza confonderla con la prescrizione. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Rinuncia tacita alla prescrizione: difendersi non è rinunciare
Un erede ha promosso un'azione di riduzione per lesione di legittima, contestando la simulazione di una compravendita che nascondeva una donazione. La controparte ha eccepito la prescrizione decennale dell'azione, essendo decorsi più di dieci anni dalla morte della donante. L'erede ha sostenuto che la controparte avesse compiuto una rinuncia tacita alla prescrizione proponendo una domanda di compensazione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la difesa nel merito o la richiesta di compensazione non costituiscono una rinuncia tacita alla prescrizione. Questa figura richiede infatti un comportamento assolutamente incompatibile con la volontà di far valere l'estinzione del diritto altrui. Di conseguenza, l'azione di riduzione è stata dichiarata definitivamente prescritta.
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Prescrizione del diritto: l’affittuario perde l’indennità
L'Affittuario di un terreno espropriato ha richiesto alla Proprietaria il pagamento dell'indennità colonica spettante per legge. La Proprietaria si è difesa eccependo la prescrizione del diritto. La Corte d'Appello ha accolto questa difesa, rilevando che il termine di dieci anni era iniziato nel luglio 1998 e che l'unica diffida scritta era giunta solo a dicembre 2008, quindi oltre il limite di tempo. L'Affittuario ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la Proprietaria non avesse formulato chiaramente l'eccezione di prescrizione nel primo atto di difesa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il giudice di merito deve valutare la sostanza delle difese e non la forma letterale. Di conseguenza, l'Affittuario perde la causa e non riceverà alcuna indennità, dovendo anche pagare le spese processuali aggiuntive.
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Denuncia dei vizi tardiva: nessun risarcimento per i sandali
Una società calzaturiera ha acquistato del PVC per produrre sandali estivi, rivelatisi poi difettosi e ritirati dal commercio. La società ha richiesto il risarcimento dei danni al fornitore, ma la richiesta è stata respinta nei primi gradi di giudizio per tardività della contestazione. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la denuncia dei vizi deve avvenire entro otto giorni dalla scoperta. L'acquirente non può ritardare la segnalazione in attesa di una perizia tecnica unilaterale. Per conservare la garanzia è infatti sufficiente una denuncia dei vizi generica e sommaria, che metta sull'avviso il venditore, potendo i dettagli tecnici essere precisati in un secondo momento. Di conseguenza, la società acquirente perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Prescrizione del risarcimento danni: alluvione o colpa dello Stato
Una società ha chiesto al Ministero il risarcimento per i danni causati dall'esondazione di un fiume nel 1992. I giudici di merito hanno rigettato la domanda ritenendo il diritto prescritto, sul presupposto che la società potesse percepire subito i vizi di manutenzione delle opere idrauliche. La Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione del risarcimento danni decorre solo dal momento in cui il danneggiato acquisisce una reale consapevolezza tecnico-scientifica del nesso causale tra le carenze delle opere pubbliche e l'evento dannoso. La semplice percezione visiva dell'alluvione non basta a far iniziare il decorso del tempo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Patrocinio a spese dello Stato: compenso salvo da prescrizione
Un avvocato ha richiesto la liquidazione del compenso per l'attività svolta in favore di un cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale ha rigettato la domanda ritenendo prescritto il diritto per il decorso del termine triennale (prescrizione presuntiva). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione presuntiva non si applica ai crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. I pagamenti dello Stato devono infatti seguire le rigide regole di contabilità pubblica, che richiedono l'emissione di formali mandati di pagamento, escludendo così la presunzione di un avvenuto pagamento informale. L'ordinanza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale.
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