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Art. 291 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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Altri anni per Art. 291 Codice di Procedura Penale

Interrogatorio preventivo: quando non è necessario
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interrogatorio preventivo, introdotto dalla recente riforma, non è necessario quando una misura cautelare viene applicata dal Tribunale del riesame in accoglimento dell'appello del Pubblico Ministero. La Corte ha chiarito che il procedimento di riesame garantisce di per sé il contraddittorio, rendendo superfluo l'interrogatorio preliminare. Il caso riguardava un imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta a cui erano stati applicati gli arresti domiciliari.
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Sequestro preventivo per violenza privata: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo su un immobile, chiarendo che è legittimo anche per violenza privata (art. 610 c.p.) se l'atto criminoso, come apporre lucchetti, impedisce al proprietario di accedere al bene. L'istanza del PM, pur sintetica, è stata ritenuta sufficiente per giustificare la misura.
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Domanda cautelare: nullità senza richiesta esplicita
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia in carcere per tentata estorsione, ribadendo un principio fondamentale: la nullità della misura se manca una specifica e formale domanda cautelare da parte del Pubblico Ministero. La Corte ha stabilito che la volontà del PM non può essere desunta implicitamente dal contesto degli atti, ma deve essere espressa chiaramente, a pena di violare il monopolio dell'azione cautelare e la terzietà del giudice. Di conseguenza, sia l'ordinanza del G.i.p. che quella del Tribunale del Riesame sono state annullate senza rinvio, con immediata liberazione dell'indagato.
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Autoriciclaggio: prova del reato presupposto in cautela
La Corte di Cassazione conferma una misura cautelare per autoriciclaggio, chiarendo che per la sua configurabilità in fase preliminare non è necessario un accertamento giudiziale definitivo del reato presupposto. È sufficiente che quest'ultimo sia individuato nella sua tipologia e supportato da gravi indizi, desumibili anche da informative di polizia giudiziaria, a prescindere dalla presenza immediata della denuncia della persona offesa. Il ricorso è stato respinto in quanto basato su un'interpretazione errata dei requisiti probatori.
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Concorso associazione mafiosa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto in custodia cautelare per associazione mafiosa e narcotraffico. La sentenza chiarisce il concorso tra associazione mafiosa e quella dedita al traffico di stupefacenti, affermando che i due reati possono coesistere se le organizzazioni sono strutturalmente autonome. Vengono inoltre convalidate le intercettazioni tramite captatore informatico e confermata la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per i reati di mafia.
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