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Art. 29 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 29 Codice di Procedura Civile

Eccezione di incompetenza: come formularla nei contratti
Una società italiana ottiene un'ingiunzione di pagamento contro una tedesca presso il foro indicato nel contratto. La società tedesca si oppone sollevando un'eccezione di incompetenza. La Cassazione chiarisce che l'eccezione di incompetenza deve contestare tutti i possibili fori concorrenti, altrimenti è inefficace e la competenza del giudice adito si radica.
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Eccezione di incompetenza: oneri per il convenuto
La Corte di Cassazione si pronuncia sull'onere del convenuto nel sollevare un'eccezione di incompetenza. In un caso riguardante la nullità di acquisto di azioni bancarie, la Corte ha stabilito che se l'attore indica un criterio di competenza specifico (come il foro della sezione specializzata imprese), il convenuto deve contestare solo quel criterio. Il ricorso degli investitori è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione del tribunale di primo grado.
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Eccezione incompetenza territoriale: guida alla validità
Una società creditrice ottiene un decreto ingiuntivo contro una società debitrice e il suo garante. Il garante si oppone sollevando un'eccezione di incompetenza territoriale basata su una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione è inammissibile. La clausola sul foro competente non era esclusiva e il garante, nell'opporsi, aveva l'onere di contestare tutti i possibili fori alternativi previsti dalla legge, incluso quello della sede della società debitrice. Non avendolo fatto, la sua eccezione è stata respinta e la competenza del tribunale originariamente adito è stata confermata.
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Conflitto di giudicati: quale sentenza prevale?
La Corte di Cassazione affronta un caso di conflitto di giudicati in materia tributaria. Una società aveva impugnato un'ingiunzione di pagamento con due ricorsi distinti: uno respinto e l'altro accolto. La sentenza di accoglimento, che annullava l'atto, è divenuta definitiva per prima. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di decisioni contrastanti sullo stesso oggetto, prevale la sentenza passata in giudicato per prima, anche se relativa a un giudizio instaurato successivamente. Questo principio garantisce la certezza del diritto.
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Eccezione di incompetenza territoriale: la Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di due coniugi fideiussori, confermando che l'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata tempestivamente nel primo atto difensivo. Il caso riguardava un'azione revocatoria intentata da una società di factoring per rendere inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale da parte del fideiussore. La Corte ha ritenuto tardiva l'eccezione, in quanto proposta lo stesso giorno della prima udienza e non entro i termini di costituzione in giudizio. Accolto, invece, il ricorso incidentale della società creditrice per un ricalcolo delle spese legali.
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Foro convenzionale esclusivo: la Cassazione chiarisce
Una società creditrice si oppone alla decisione di un Tribunale che si era dichiarato incompetente a favore di un altro foro indicato in un contratto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la clausola che designa un foro competente, per essere considerata un foro convenzionale esclusivo, deve contenere un'espressione di volontà chiara e inequivocabile, come l'uso dell'aggettivo 'esclusivo'. In mancanza di ciò, il foro indicato si aggiunge a quelli previsti dalla legge, come quello del domicilio del creditore per le obbligazioni di pagamento.
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Adesione incompetenza territoriale: no spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di adesione all'eccezione di incompetenza territoriale, il giudice non ha il potere di decidere sulle spese legali. La causa deve essere semplicemente cancellata dal ruolo con ordinanza, senza alcuna statuizione accessoria. Un'eventuale sentenza che condanna alle spese è illegittima e può essere impugnata limitatamente a tale capo.
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Operazioni inesistenti: la Cassazione sui profitti
La Corte di Cassazione conferma la tassabilità dei profitti derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti. Una società, operante sia nel commercio di metalli che come "cartiera", si è vista confermare l'accertamento fiscale che recuperava a tassazione sia i ricavi occulti dell'attività reale, sia un compenso presunto per il suo ruolo di interposta fittizia. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che anche i proventi illeciti costituiscono reddito imponibile e che l'accertamento induttivo è legittimo in presenza di scritture contabili inattendibili a causa dell'emissione di fatture false.
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Eccezione incompetenza: come formularla correttamente
Una società subappaltatrice ottiene un decreto ingiuntivo contro una società costruttrice. Quest'ultima solleva un'eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che il foro competente sia quello della propria sede legale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'eccezione di incompetenza è incompleta, e quindi considerata come non proposta, se la società convenuta non contesta specificamente, oltre alla sede legale, anche l'inesistenza di una sede secondaria o di uno stabilimento con rappresentante legale nel foro adito.
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Inammissibilità del ricorso: chiarezza è requisito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per revocazione presentato da due garanti. L'appello, fondato su un presunto errore di fatto del giudice, è stato giudicato contraddittorio e poco chiaro, violando il dovere processuale di sinteticità. La Corte ha stabilito che la mancata chiarezza nell'esposizione dei motivi impedisce l'esame nel merito, confermando così la precedente decisione e condannando i ricorrenti alle spese. Questo caso sottolinea l'importanza della chiarezza formale negli atti giudiziari.
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