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Art. 285 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 285 Codice di Procedura Penale

Animus necandi: quando scatta il tentato omicidio
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di tentato omicidio, ribadendo che l'animus necandi si desume oggettivamente dalle modalità dell'azione. Nonostante la difesa sostenesse una reazione difensiva a seguito di una colluttazione, le riprese video hanno dimostrato la natura premeditata dell'agguato. L'esplosione di cinque colpi di pistola a distanza ravvicinata e verso parti vitali conferma l'intento omicida, rendendo il carcere l'unica misura idonea a contenere la pericolosità sociale del soggetto.
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Custodia cautelare per truffa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare per truffa. Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento che disponeva la detenzione in carcere, contestando la sussistenza dei presupposti necessari per la limitazione della libertà personale. La decisione analizza la legittimità delle esigenze cautelari in relazione alla gravità degli indizi raccolti durante la fase delle indagini preliminari.
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Custodia cautelare in carcere: i criteri di scelta
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Nonostante la difesa sostenesse l'adeguatezza degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, i giudici hanno ritenuto necessaria la massima misura restrittiva. La decisione si fonda sulla spiccata pericolosità sociale del soggetto, desunta da numerosi procedimenti pendenti per reati contro il patrimonio e la persona, nonché dall'incapacità di controllare i propri impulsi aggressivi, rendendo la custodia cautelare in carcere l'unico strumento idoneo a prevenire la recidiva.
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Retrodatazione misure cautelari: la decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di retrodatazione misure cautelari non si applica se la sequenza di provvedimenti non custodiali (come divieto e obbligo di dimora) viene interrotta da una misura qualitativamente diversa e più grave, come gli arresti domiciliari. Tale interruzione fa decorrere un nuovo termine di durata dal momento della notifica della nuova misura, impedendo di sommare i periodi ai fini del calcolo del termine massimo di fase.
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Esigenze cautelari e metodo mafioso: la Cassazione
Due individui, accusati di estorsione con aggravante del metodo mafioso, hanno presentato ricorso in Cassazione contro la loro protratta custodia cautelare in carcere. Sostenevano che nuove prove e il tempo trascorso avessero indebolito la necessità della misura. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, riaffermando che per i reati di stampo mafioso, le esigenze cautelari si presumono persistenti. La Corte ha ritenuto che la gravità dei fatti e la pericolosità sociale degli indagati prevalgono sul semplice decorso del tempo, confermando la decisione dei giudici di merito.
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