LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 285 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 285 Codice di Procedura Penale

Revoca misura cautelare: richiesta inutile dopo l’annullamento
Un Ricorrente, inizialmente soggetto a custodia cautelare in carcere per estradizione e successivamente agli arresti domiciliari, ha presentato una richiesta di revoca misura cautelare. La Corte di Cassazione ha dichiarato questa richiesta inammissibile. Questo è accaduto perché la misura cautelare originaria era già stata annullata da una precedente sentenza. Pertanto, la richiesta di revoca o modifica non aveva più un oggetto su cui agire, rendendola superflua e non esaminabile nel merito dalla Corte.
Continua »
Pericolo di Reiterazione: Cassazione conferma il carcere per lo spacciatore
Un individuo era stato sottoposto a custodia in carcere per numerosi episodi di spaccio di droga. La sua difesa ha presentato ricorso, sostenendo un cambiamento di vita e l'assenza di un attuale pericolo di reiterazione del reato, chiedendo l'applicazione degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la decisione del Tribunale, ritenendo adeguata la motivazione che evidenziava la sistematicità delle condotte, la storia criminale dell'imputato come delinquente abituale e la sua resistenza all'autocontrollo, elementi che rendevano concreto il pericolo di reiterazione del reato e inadeguata ogni misura alternativa al carcere.
Continua »
Traffico di stupefacenti: bastano due mesi per il carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva l'insussistenza dei gravi indizi, evidenziando che la presunta partecipazione al sodalizio criminoso era durata solo un mese. I giudici di legittimità hanno invece chiarito che, per configurare il reato associativo, la condotta di partecipazione può essere temporalmente limitata, purché dimostri l'effettiva adesione dell'indagato al gruppo criminale (la cosiddetta affectio societatis). Nel caso specifico, l'indagato era rapidamente diventato l'uomo di fiducia del capo dell'organizzazione, occupandosi del recupero crediti con una percentuale sui guadagni. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »