Un uomo, indagato per maltrattamenti verso la moglie, riceve un ordine di allontanamento dalla casa familiare. Il giudice aggiunge anche il divieto di avvicinamento alla persona offesa a meno di 200 metri. L'uomo contesta questa aggiunta, sostenendo che la legge permetterebbe solo di vietare l'avvicinamento a 'luoghi' e non direttamente alla 'persona'. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. Stabilisce che il divieto di avvicinamento alla persona offesa è una prescrizione pienamente legittima e coerente con la misura dell'allontanamento. Lo scopo è fornire una tutela completa e 'dinamica' alla vittima, proteggendola ovunque si trovi e non solo in luoghi specifici.
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