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Art. 2809 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2809 Codice Civile

Mutuo fondiario: ipoteca non si cancella senza saldo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'acquirente di un immobile, pur avendo pagato l'intero prezzo al costruttore, non ha diritto alla cancellazione automatica dell'ipoteca iscritta a garanzia del mutuo fondiario originario se non si è accollato la relativa quota di debito o non ha saldato la banca. L'acquirente può solo pretendere il frazionamento dell'ipoteca, ma la sua estinzione richiede il soddisfacimento del creditore. Questo verdetto ribalta un precedente orientamento giurisprudenziale.
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Eccezione revocatoria nel sovraindebitamento: la Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle procedure di liquidazione del patrimonio per sovraindebitamento, il liquidatore è legittimato a sollevare un'eccezione revocatoria per contestare un'ipoteca concessa a garanzia di un debito preesistente. La Corte ha rigettato il ricorso di una società creditrice, il cui credito ipotecario era stato declassato a chirografario, confermando che l'operazione di finanziamento era in realtà un modo per frodare gli altri creditori, garantendo una posizione di privilegio ingiustificata. L'uso dell'eccezione revocatoria è stato ritenuto un potere implicito del liquidatore, finalizzato a proteggere la parità di trattamento tra i creditori.
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Frazionamento mutuo: rifiuto lecito se c’è debito
Una società costruttrice ha citato in giudizio un istituto di credito per i danni derivanti dal rifiuto di procedere al frazionamento del mutuo fondiario. La banca ha giustificato il diniego a causa del grave inadempimento della società nel pagamento degli interessi di preammortamento. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso della società, stabilendo che il rifiuto della banca era legittimo in base all'eccezione di inadempimento e non contrario al principio di buona fede, dato che il diritto al frazionamento del mutuo era contrattualmente subordinato alla regolarità dei pagamenti.
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Diritto d’ipoteca e fallimento: cosa sapere
Un istituto di credito ha tentato di insinuarsi nel passivo fallimentare di una società che aveva concesso un'ipoteca a garanzia di un debito di un'altra impresa. I giudici di merito hanno respinto la richiesta ritenendo nulle le ipoteche. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha annullato la decisione precedente senza rinvio, stabilendo che la procedura corretta non è l'insinuazione al passivo, ma l'intervento nella fase di ripartizione del ricavato dalla vendita del bene. La questione centrale è quindi procedurale: il creditore con un diritto d'ipoteca su un bene di un terzo fallito deve attendere la liquidazione dell'attivo per far valere la propria garanzia.
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Mutuo tasso variabile: validità e onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due mutuatari che contestavano la validità di un contratto di mutuo a tasso variabile stipulato in ECU. La Corte ha ritenuto inammissibile il motivo relativo all'indeterminatezza del tasso di interesse, poiché i ricorrenti non avevano impugnato tutte le autonome ragioni della decisione d'appello. Ha inoltre confermato la piena validità dell'ipoteca, chiarendo che il principio di specialità non è violato dalla presenza di un rischio di cambio.
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