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Art. 2787 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2787 Codice Civile

Pegno irregolare: validità e requisiti secondo Cassazione
Una garante contesta la validità di un pegno irregolare su titoli finanziari, escusso da una banca a copertura del debito di una società terza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. I motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per carenza di specificità e per non aver colto la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, ribadendo così la legittimità dell'escussione della garanzia da parte dell'istituto di credito.
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Pegno irregolare e cauzione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il deposito cauzionale versato in un contratto di locazione costituisce un pegno irregolare. Di conseguenza, il locatore acquisisce la proprietà della somma e la sua successiva ritenzione a compensazione di canoni non pagati non è un pagamento anomalo revocabile in caso di fallimento del conduttore. La Corte ha quindi rigettato il ricorso del fallimento, confermando la decisione della Corte d'Appello e consolidando un principio fondamentale in materia di garanzie locatizie.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Una società di gestione crediti ricorre in Cassazione contro un piano di riparto in un fallimento, sostenendo che la sua garanzia pignoratizia dovesse coprire l'intero importo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché in un giudizio parallelo il privilegio pignoratizio della società era stato definitivamente escluso, rendendo la questione del riparto irrilevante per la sua posizione.
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Fondo di Garanzia INPS: quando l’esecuzione non basta
Un lavoratore, dopo aver parzialmente recuperato il proprio credito tramite procedure esecutive, si è visto negare l'accesso al Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione esecutiva individuale non è sufficiente a provare lo stato di insolvenza del datore di lavoro. Per accedere al Fondo, il lavoratore avrebbe dovuto richiedere tempestivamente il fallimento dell'azienda entro il termine di un anno dalla sua cessazione, non potendo sostituire tale procedura con il solo pignoramento.
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Pegno su quote di fondo: chi prova la validità?
Una società in concordato preventivo ha contestato l'escussione di un pegno su quote di un fondo di investimento da parte di una banca. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare la validità del pegno su quote di fondo spetta al creditore. Poiché la banca non ha dimostrato la corretta costituzione della garanzia, che in assenza di certificati individuali va trattata come pegno su diritti di credito, l'escussione è stata ritenuta illegittima e l'istituto di credito condannato alla restituzione delle somme.
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