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Art. 2776 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2776 Codice Civile

Credito TFR fallimento: ammesso anche senza versamenti
Una lavoratrice si opponeva al rigetto parziale della sua richiesta di ammissione al passivo fallimentare della sua ex società. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16928/2024, ha accolto il suo ricorso, affermando che il credito TFR nel fallimento deve essere ammesso per intero, indipendentemente dal fatto che il datore di lavoro abbia versato o meno le quote al Fondo di Tesoreria INPS. Il diritto del lavoratore a insinuarsi nel passivo per il proprio TFR è incondizionato.
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Proposta di concordato: il limite invalicabile
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 12 marzo 2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia fallimentare. Una proposta di concordato è inammissibile se offre ai creditori privilegiati un pagamento inferiore a quanto otterrebbero dalla liquidazione dei beni. La Corte ha chiarito che la stima del ricavato dalla liquidazione, effettuata da un perito, costituisce un parametro vincolante e non meramente indicativo per garantire la tutela minima dei creditori.
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Privilegio contributi TFR: no alla prelazione per l’ente
La Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti di un ente di previdenza per omessi versamenti di contributi al fondo TFR da parte di un'azienda fallita non godono del privilegio previsto per le retribuzioni dei lavoratori. La Corte ha chiarito che il privilegio spetta solo ai crediti retributivi e alle somme pagate direttamente al lavoratore, non ai contributi dovuti all'ente gestore, che restano crediti chirografari. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva delle norme sui privilegi, che non possono essere applicate per analogia.
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Prescrizione surroga INPS: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32178/2024, ha chiarito la natura della prescrizione surroga INPS per il recupero del TFR. L'Ente previdenziale, surrogandosi nei diritti del lavoratore, beneficia dello stesso termine di prescrizione. Se il diritto del lavoratore è accertato con sentenza passata in giudicato, il termine si estende da quinquennale a decennale. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che, erroneamente, aveva ritenuto la sentenza tra lavoratore e datore come 'res inter alios acta', non influente ai fini della prescrizione.
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