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Art. 277 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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Autorizzazione al lavoro e arresti domiciliari
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un'**autorizzazione al lavoro** richiesta da un soggetto sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Nonostante l'istanza fosse motivata da uno stato di assoluta indigenza e dalla necessità di mantenere i figli minori, i giudici hanno ritenuto l'attività proposta incompatibile con le esigenze cautelari. Il lavoro, da svolgersi in aree verdi pubbliche con orari estesi, avrebbe infatti snaturato il regime detentivo, rendendo impossibili i controlli e aumentando il rischio di contatti con ambienti criminali, specialmente in un contesto di reati associativi legati agli stupefacenti.
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Giudicato cautelare: quando si può modificare?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a obbligo di dimora per detenzione di stupefacenti. La Corte ribadisce il principio del 'giudicato cautelare', secondo cui una decisione su una misura cautelare, una volta definitiva, non può essere ridiscussa in assenza di fatti nuovi. Il mero decorso di un breve lasso di tempo non costituisce un fatto nuovo idoneo a giustificare una modifica della misura.
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