Un detenuto ha richiesto un colloquio straordinario con una persona indicata come amica. Il Giudice ha negato l'autorizzazione a causa della gravità dei reati contestati e della fase processuale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che per un colloquio straordinario detenuto con persone non familiari non basta una generica affermazione di amicizia. È necessario allegare 'ragionevoli motivi', ovvero ragioni specifiche, plausibili e concrete che giustifichino l'incontro, onere non assolto nel caso di specie.
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