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Art. 2731 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2731 Codice Civile

Assegno di garanzia: perché è un patto nullo
Un socio emette un assegno a garanzia dei debiti della sua società. Il creditore lo incassa e ottiene un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, stabilisce che l'accordo sull'uso dell'assegno di garanzia è nullo per contrarietà a norme imperative. Tuttavia, l'assegno non perde validità ma si 'degrada' a promessa di pagamento, obbligando l'emittente a saldare il debito.
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Prelievo abusivo di energia: quando è legittimo?
Un utente contesta una maxi-bolletta per consumi elettrici, calcolata a seguito della scoperta di un contatore manomesso. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione della corte d'appello. La Corte ha ritenuto che le argomentazioni del ricorrente fossero un tentativo di riesaminare i fatti, validando il metodo di calcolo presuntivo utilizzato dal fornitore per quantificare il prelievo abusivo di energia e sanzionando l'utente per lite temeraria.
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Prescrizione presuntiva: giuramento al curatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4225/2024, ha chiarito la disciplina della prescrizione presuntiva nei contenziosi fallimentari. Un professionista, il cui credito era stato escluso dallo stato passivo per intervenuta prescrizione, ha deferito il giuramento decisorio al curatore. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di 'non conoscenza' del curatore circa l'estinzione del debito equivale al mancato giuramento, superando così l'eccezione di prescrizione e portando all'ammissione del credito.
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Usucapione tra parenti: quando non è valida?
La Corte di Cassazione nega l'usucapione tra parenti su una striscia di terreno, sottolineando che l'utilizzo del bene basato su mera tolleranza familiare (permissio fraterna) non costituisce possesso valido. La Corte ha inoltre svalutato una confessione stragiudiziale, poiché resa da un soggetto che all'epoca non aveva la titolarità del diritto. La decisione ribadisce la necessità di una prova rigorosa dell'interversione del possesso per superare la presunzione di semplice detenzione nei contesti familiari.
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Giuramento decisorio: no a funzionari pubblici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della curatela fallimentare di una società contro un ente pubblico regionale. Il punto centrale della decisione riguarda l'inammissibilità del giuramento decisorio deferito a un funzionario pubblico (nella specie, un Assessore pro tempore). La Corte ha stabilito che il funzionario, agendo in virtù di un "munus" pubblico, non ha la libera e autonoma disponibilità dei diritti dell'amministrazione e non può quindi impegnarla con un atto volitivo personale come il giuramento, che ha effetti irrevocabili sul diritto controverso.
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Domanda nuova: Cassazione attende le Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio relativo a una richiesta di pagamento, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite. Il caso riguarda una società di factoring che, dopo aver visto respinte le sue richieste di pagamento nei primi due gradi di giudizio, ha sollevato in Cassazione la questione cruciale se sia ammissibile presentare una domanda nuova, come quella di risarcimento danni, nel corso di un'opposizione a decreto ingiuntivo, quando la controparte non ha proposto domande riconvenzionali. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, riconoscendo che la stessa questione è già al vaglio del massimo organo nomofilattico.
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