LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2728 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 2728 Codice Civile

Revocatoria fallimentare: la licenza di volo salva i pagamenti
Una compagnia aerea in amministrazione straordinaria ha promosso una revocatoria fallimentare per recuperare oltre 225.000 euro versati a una società aeroportuale poco prima della crisi. La procedura sosteneva che il creditore conoscesse lo stato di insolvenza a causa di dilazioni nei pagamenti, emissione di assegni senza data e notizie di stampa. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, stabilendo che la mancata revoca della licenza di volo da parte dell'ente di vigilanza toglieva valore agli indizi della crisi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della compagnia aerea: la scelta e la valutazione degli indizi spettano unicamente al giudice di merito e non possono essere ridiscusse in sede di legittimità. La società aeroportuale trattiene legittimamente le somme ricevute.
Continua »
Pagamento anormale svela l’insolvenza: revocati anche i normali
Una banca riceve pagamenti da un'azienda che in seguito fallisce. Alcuni di questi pagamenti avvengono con 'mezzi anormali', facendo scattare la presunzione legale che la banca conoscesse lo stato di insolvenza del debitore. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla revocatoria pagamenti anormali: la consapevolezza dell'insolvenza, una volta presunta per i pagamenti sospetti, si estende automaticamente a tutti gli altri pagamenti, anche quelli 'normali', avvenuti nello stesso periodo. La decisione rafforza la posizione della curatela fallimentare, che potrà così recuperare più facilmente tutte le somme versate alla banca prima del fallimento, a tutela della parità di trattamento tra i creditori.
Continua »
Consecuzione procedure: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della revocatoria fallimentare, la consecuzione procedure si verifica anche se la prima domanda di concordato 'in bianco' viene ritirata. L'elemento chiave è la continuità dello stato di insolvenza. La Corte ha inoltre confermato che la prova della non conoscenza dello stato di insolvenza del debitore ('inscientia decoctionis') è un onere gravoso per il creditore, e la valutazione del giudice di merito sulle prove presuntive, come un lungo rapporto commerciale, non è sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Prescrizione azione cartolare: la data di emissione
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare a causa della prescrizione dell'azione cartolare. La Cassazione conferma la decisione, valorizzando la prova della data di emissione effettiva degli assegni, diversa da quella apparente, che ha reso tardive le azioni del creditore. Il rigetto dell'appello si fonda sull'insindacabilità delle valutazioni di fatto del giudice di merito.
Continua »
Azione revocatoria fallimentare: la prova della scientia
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di una vendita immobiliare stipulata poco prima del fallimento della società costruttrice. L'ordinanza si concentra sulla prova della consapevolezza (scientia decoctionis) degli acquirenti dello stato di insolvenza del venditore. La Corte ha stabilito che tale consapevolezza può essere desunta da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il notevole ritardo nella stipula del rogito, il coinvolgimento di legali e le proteste collettive di altri promissari acquirenti. La decisione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare è esperibile anche in presenza di un mutuo fondiario e comporta per l'acquirente l'obbligo di restituire l'immobile e i frutti civili maturati dalla data della domanda giudiziale.
Continua »
Azione revocatoria ipoteca: la Cassazione decide
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un fallimento contro una banca, riguardante un'azione revocatoria ipoteca. Il caso verteva sulla garanzia concessa da un socio sui propri beni per un finanziamento alla società. La Corte ha confermato che l'ipoteca, se contestuale al credito, è un atto oneroso. Ha inoltre ribadito che la prova del pregiudizio per i creditori e della consapevolezza della banca spetta al curatore, e che la valutazione dei fatti è di competenza esclusiva dei giudici di merito.
Continua »
Ipoteca contestuale: quando è onerosa e non revocabile
La curatela fallimentare di una società contestava l'ammissione al passivo di un credito bancario garantito da ipoteca, sostenendo che si trattasse di un atto gratuito e quindi revocabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'ipoteca contestuale all'erogazione di un finanziamento costituisce un atto a titolo oneroso. La Corte ha sottolineato che il proprio ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di garantire la corretta applicazione della legge.
Continua »
Errore revocatorio: quando non è ammesso in Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'errore revocatorio, dichiarando inammissibile il ricorso di un collezionista d'arte. Il caso riguardava la contestata autenticità di una scultura. La Corte ha stabilito che l'errore revocatorio deve consistere in una svista percettiva su un fatto decisivo e non in una diversa valutazione delle prove o in un errore di giudizio, ribadendo che la revocazione non può trasformarsi in un terzo grado di merito.
Continua »
Cessazione materia del contendere: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una banca. A seguito di un accordo transattivo tra tutte le parti coinvolte, è venuto meno l'interesse a proseguire il giudizio, portando alla cessazione della materia del contendere e alla conseguente chiusura del procedimento senza una decisione nel merito.
Continua »
Pagamento ufficiale giudiziario: quando libera il debitore?
Una società ha pagato un debito cambiario a un ufficiale giudiziario tramite assegni bancari, ricevendo indietro i titoli. La Cassazione ha stabilito che tale pagamento non è liberatorio, poiché l'ufficiale è autorizzato a ricevere solo contanti. Il debito verso la banca creditrice è rimasto in essere.
Continua »
Ratifica tacita: silenzio che vale assenso in banca
Una correntista contesta un'ingente operazione di giroconto dal proprio conto titoli, sostenendo fosse non autorizzata. Dopo un lungo percorso giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'operazione, stabilendo che la condotta successiva della donna, in particolare il suo silenzio durante riunioni chiave in cui si discuteva della transazione, integrava una ratifica tacita, sanando così l'originaria mancanza di autorizzazione formale.
Continua »
Onere della prova fallimento: come evitarlo
Una società in liquidazione ha impugnato la dichiarazione di fallimento, sostenendo di non aver superato le soglie di legge. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32442/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova fallimento spetta al debitore. La Corte ha chiarito che bilanci non approvati e non depositati, insieme ad altra documentazione generica, non costituiscono prova sufficiente. La valutazione dell'idoneità delle prove alternative è una prerogativa insindacabile del giudice di merito.
Continua »
Litisconsorzio necessario: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha affrontato un complesso caso riguardante l'uso del nome e del simbolo di un partito politico nazionale da parte di un'associazione locale dissidente. La controversia, caratterizzata da un lungo e tortuoso iter processuale, ha permesso alla Suprema Corte di ribadire importanti principi sul litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che nelle cause contro associazioni non riconosciute non è necessario citare in giudizio tutti gli associati, essendo sufficiente convenire chi detiene la presidenza o la direzione. L'ordinanza chiarisce anche gli oneri probatori della parte contumace che impugna una sentenza tardivamente, rigettando il ricorso.
Continua »
Restituzione cedole: contratto nullo e obblighi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2734/2025, ha confermato la decisione della Corte d'Appello che obbligava un'investitrice alla restituzione delle cedole percepite da Bond argentini. Il contratto di intermediazione era stato dichiarato nullo per firma apocrifa. La Suprema Corte ha ritenuto che la consapevolezza della falsità della firma facesse venir meno la buona fede dell'investitrice, obbligandola a restituire non solo il capitale ma anche i frutti percepiti.
Continua »
Prescrizione ripetizione indebito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23259/2025, interviene su un caso di ripetizione di indebito bancario, chiarendo i criteri per il calcolo della prescrizione. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'Appello che presumeva la natura ripristinatoria dei versamenti in conto corrente, sottolineando che tale natura va provata e non può essere data per scontata. Questa ordinanza è cruciale per la gestione del contenzioso bancario relativo alla prescrizione ripetizione indebito.
Continua »
Onere della prova COSAP: Comune deve dimostrare proprietà
Un comune richiedeva il pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico (COSAP) a una società per le sue installazioni in un'area montana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, stabilendo che l'onere della prova della proprietà del suolo, quale bene demaniale o del patrimonio indisponibile, grava sull'ente pubblico. In assenza di tale prova, la pretesa di pagamento è illegittima.
Continua »
Prescrizione intermediazione finanziaria: la Cassazione
Un'investitrice ha citato in giudizio un intermediario finanziario per la mancata informativa su obbligazioni ad alto rischio. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione in intermediazione finanziaria: per l'azione di risoluzione del contratto, il termine decennale decorre dalla data dell'investimento (momento dell'inadempimento), non da quando si manifesta la perdita economica. Di conseguenza, il ricorso dell'investitrice è stato respinto.
Continua »
Prova del credito bancario nel fallimento: la guida
Una banca si oppone al rigetto della sua domanda di ammissione al passivo di un fallimento. Il tribunale di merito aveva negato il credito per insufficienza di prove sull'erogazione delle somme, evidenziando discordanze documentali. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la prova del credito bancario può essere fornita attraverso un'analisi coordinata di più documenti (contratto, contabili, estratti conto), anche in assenza di una data certa opponibile, superando le apparenti incongruenze.
Continua »
Buoni Postali Fruttiferi: Tassi e Ius Variandi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della modifica peggiorativa dei tassi di rendimento dei Buoni Postali Fruttiferi, anche per quelli emessi prima del decreto ministeriale del 1986. Secondo la Corte, la normativa speciale prevale e si integra automaticamente nel contratto, rendendo la variazione efficace con la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, a prescindere dall'esposizione delle nuove tabelle negli uffici postali.
Continua »
Rivendica fallimentare e valore del bene: la decisione
In un caso di rivendica fallimentare, una società creditrice ha chiesto la restituzione di una gru. Poiché il bene era già stato venduto dalla curatela, il Tribunale aveva riconosciuto un credito basato sul prezzo di acquisto originale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società fallita su questo punto, stabilendo che il valore del credito deve essere calcolato sulla base del valore di mercato del bene al momento dell'apertura del fallimento, non sul prezzo storico. La Corte ha quindi rinviato il caso al Tribunale per una nuova e corretta determinazione del valore.
Continua »