LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2728 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2728 Codice Civile

Accertamento induttivo sanzioni: sono sempre dovute?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le sanzioni fiscali sono sempre applicabili in caso di accertamento induttivo basato su parametri, a meno che il contribuente non dimostri specifiche cause di non colpevolezza. La Corte ha riformato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato le sanzioni ritenendo che non potessero derivare da un accertamento basato su metodi statistici. Secondo la Suprema Corte, l'accertamento induttivo sanzioni è un binomio inscindibile, poiché l'applicazione di presunzioni legali non crea di per sé un'esimente generale dalla responsabilità per la violazione tributaria.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e sanzioni
Una società e i suoi soci hanno impugnato un accertamento fiscale per l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'Amministrazione Finanziaria può dimostrare la fittizietà tramite presunzioni (es. assenza di struttura del fornitore). L'onere della prova si sposta quindi sul contribuente, che deve dimostrare l'effettività della prestazione. Irrilevante, in tal senso, l'archiviazione del procedimento penale. I ricorrenti sono stati sanzionati anche per abuso del processo.
Continua »
Controllo automatizzato e onere della prova del Fisco
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo automatizzato. La Corte d'Appello aveva annullato la cartella, sostenendo che l'Amministrazione Finanziaria non avesse provato la natura del controllo effettuato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che quando la cartella specifica di derivare da un controllo automatizzato ex art. 36-bis, l'onere di provare l'inesistenza del debito spetta al contribuente. Inoltre, ha chiarito che il contraddittorio preventivo non è necessario se la cartella si limita a richiedere il pagamento di somme già dichiarate e non versate.
Continua »
Azione revocatoria fallimentare: la prova della scientia
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di una vendita immobiliare stipulata poco prima del fallimento della società costruttrice. L'ordinanza si concentra sulla prova della consapevolezza (scientia decoctionis) degli acquirenti dello stato di insolvenza del venditore. La Corte ha stabilito che tale consapevolezza può essere desunta da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il notevole ritardo nella stipula del rogito, il coinvolgimento di legali e le proteste collettive di altri promissari acquirenti. La decisione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare è esperibile anche in presenza di un mutuo fondiario e comporta per l'acquirente l'obbligo di restituire l'immobile e i frutti civili maturati dalla data della domanda giudiziale.
Continua »
Accertamenti bancari: onere della prova sul contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32890/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La Corte ha ribadito un principio fondamentale in materia di accertamenti bancari: spetta al contribuente fornire la prova contraria per dimostrare che i versamenti e gli accrediti sui propri conti correnti non costituiscono reddito imponibile. La semplice allegazione di giustificazioni, se non supportata da prove documentali concrete, non è sufficiente a superare la presunzione legale a favore dell'Amministrazione Finanziaria.
Continua »
Accertamenti bancari prova contraria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32887/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su movimentazioni bancarie non giustificate. La Corte ha ribadito che, in tema di accertamenti bancari e prova contraria, l'onere di dimostrare che i versamenti non costituiscono reddito imponibile grava interamente sul contribuente. Giustificazioni generiche o non supportate da idonea documentazione sono state ritenute insufficienti a superare la presunzione legale.
Continua »
Spese di cassazione: l’obbligo del giudice di rinvio
In una controversia fiscale, la Cassazione ha stabilito che il giudice del rinvio ha l'obbligo di pronunciarsi sulle spese di cassazione, come indicato dalla precedente sentenza di legittimità. L'omissione di tale decisione comporta la cassazione della sentenza d'appello. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su questo specifico punto, compensando integralmente le spese di tutti i gradi di giudizio per via della soccombenza reciproca.
Continua »
Conto cointestato successione: come superare la prova
In una causa di eredità, la Cassazione affronta il tema del conto cointestato successione. Rigetta la richiesta di donazione indiretta per un immobile ma accoglie il ricorso sulla provenienza dei fondi del conto. La presunzione di divisione al 50% può essere superata se si prova che il denaro apparteneva solo al defunto, obbligando la Corte d'Appello a riesaminare le prove documentali.
Continua »
Associazione in partecipazione e rapporto di lavoro
Un collaboratore, dopo la fine di una relazione sentimentale con un'imprenditrice, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato per l'attività svolta nella sua azienda, in parte regolata da un contratto di associazione in partecipazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato ritenuto che il lavoratore non abbia fornito prove sufficienti della subordinazione e che la contestazione sulla validità del contratto di associazione in partecipazione, sollevata solo in appello, costituisse una domanda nuova e quindi inammissibile.
Continua »
Accertamenti bancari: presunzione legale per tutti
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che gli accertamenti bancari sono legittimi nei confronti di qualsiasi contribuente, non solo di imprenditori o lavoratori autonomi. La presunzione legale che i versamenti su conto corrente costituiscano reddito si estende a tutti, e spetta al singolo cittadino l'onere di provare il contrario. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato un avviso di accertamento basato su indagini bancarie, ritenendole erroneamente illegittime in assenza di una provata attività d'impresa.
Continua »
Accertamento studi di settore: onere della prova
La Corte di Cassazione interviene su un caso di accertamento da studi di settore, chiarendo l'onere probatorio a carico dell'Amministrazione Finanziaria. La vicenda riguarda un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA emesso nei confronti di una società, poi fallita, per l'anno d'imposta 2005. L'Agenzia delle Entrate contestava un'operatività antieconomica basata sui dati degli studi di settore. La Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito che l'ufficio aveva correttamente assolto al proprio onere probatorio indicando gli elementi di anomalia e antieconomicità. Ha quindi cassato la sentenza d'appello, che aveva erroneamente addossato un ulteriore onere probatorio all'Amministrazione, e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione conferma la validità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di società a ristretta base partecipativa. Con l'ordinanza in esame, è stato respinto il ricorso di una contribuente che contestava un avviso di accertamento IRPEF. I giudici hanno ribadito che, una volta divenuto definitivo l'accertamento a carico della società, il socio non può più contestarne il merito, ma solo l'operatività della presunzione nei suoi confronti, fornendo una prova contraria che non è stata ritenuta sufficiente nel caso di specie. La perdita della qualità di socio in un momento successivo all'anno d'imposta è stata giudicata irrilevante.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un socio di una s.r.l. a ristretta base, confermando l'avviso di accertamento per maggiori redditi Irpef. Il caso si fonda sulla presunzione distribuzione utili extracontabili accertati in capo alla società. La Corte ha ribadito che, una volta definitivo l'accertamento sulla società, l'onere di fornire la prova contraria alla percezione degli utili ricade interamente sul socio, che in questo caso non è riuscito a superare la presunzione.
Continua »
Buona Fede IVA: non basta il pagamento tracciabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28506/2025, ha stabilito che per dimostrare la buona fede IVA e legittimare la detrazione in caso di operazioni con 'missing traders', non è sufficiente provare la regolarità dei pagamenti o la congruità dei prezzi. È necessario che l'imprenditore dimostri di aver adottato la massima diligenza nel verificare l'affidabilità del fornitore, specialmente in presenza di indizi di frode come la totale assenza di una struttura aziendale da parte di quest'ultimo.
Continua »
Cessazione materia del contendere: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una banca. A seguito di un accordo transattivo tra tutte le parti coinvolte, è venuto meno l'interesse a proseguire il giudizio, portando alla cessazione della materia del contendere e alla conseguente chiusura del procedimento senza una decisione nel merito.
Continua »
Azione revocatoria e vendita dell’unico immobile
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare. L'operazione, riguardante gli unici beni dei debitori, è stata ritenuta inefficace perché compiuta dopo l'insorgere del debito e con la consapevolezza, presunta, di ledere le ragioni del creditore. L'azione revocatoria è stata accolta, poiché i debitori non hanno provato di avere un patrimonio residuo sufficiente a garantire il credito.
Continua »
Liquidazione equitativa danno: il ruolo del perito
Un proprietario di un appartamento subisce un incendio ma l'assicurazione non paga perché l'amministratore non ha versato il premio. La Cassazione conferma la condanna dell'amministratore al risarcimento, basando la quantificazione del danno su una valutazione equitativa. L'ordinanza chiarisce che, una volta accertata la responsabilità, il giudice può procedere alla liquidazione equitativa del danno utilizzando come base una perizia, anche se non formalmente ratificata.
Continua »
Accertamento bancario: onere della prova sui versamenti
Un contribuente ha subito un accertamento bancario dall'Agenzia delle Entrate a causa di versamenti non giustificati. La Corte di Cassazione ha confermato che la presunzione legale considera tali versamenti come reddito non dichiarato, ponendo l'onere della prova a carico del contribuente. Tuttavia, ha stabilito che il giudice di merito deve esaminare analiticamente ogni prova fornita dal contribuente per ciascuna operazione, comprese le dichiarazioni di terzi, senza poterle respingere in modo generico. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione delle prove.
Continua »
Presunzione di condominialità: la Cassazione decide
In una disputa sulla proprietà di aree esterne in un condominio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che le aveva attribuite in via esclusiva a un solo condomino. La Suprema Corte ha ribadito che la presunzione di condominialità di tali aree, come cortili e parcheggi, può essere superata solo da un titolo contrario chiaro e inequivoco, presente nell'atto originario che ha dato vita al condominio, e non da interpretazioni deduttive basate sul silenzio o su clausole ambigue di atti di vendita successivi.
Continua »
Irragionevole durata processo: niente risarcimento
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per l'irragionevole durata del processo a un gruppo di cittadini il cui ricorso amministrativo si era estinto per perenzione. La Corte ha stabilito che la legge presume l'assenza di un danno quando una parte non mostra interesse a proseguire la causa, e i ricorrenti non hanno fornito prove sufficienti a superare tale presunzione.
Continua »