LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2728 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2728 Codice Civile

Accertamento tramite redditometro: fisco beffato da un ritardo
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un accertamento tramite redditometro nei confronti di una contribuente (poi deceduta, rappresentata dagli eredi) basandosi sull'acquisto di un immobile da 500.000 euro e sulla comproprietà di un'auto. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto con una motivazione estremamente sintetica. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo ricorso del fisco per non aver integrato tempestivamente il contraddittorio verso uno degli eredi. Ha invece accolto il secondo ricorso, stabilendo che la sentenza d'appello è nulla per "motivazione apparente", non avendo spiegato le ragioni della decisione né valutato correttamente la presunzione legale di capacità contributiva derivante dall'acquisto immobiliare. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
Continua »
IRAP studio associato: tasse anche sui singoli compensi
Uno Studio Associato di commercialisti ha chiesto il rimborso dell'IRAP per gli anni dal 2011 al 2015. I professionisti sostenevano che i compensi per i ruoli di amministratore e sindaco derivassero solo dal loro lavoro personale, senza sfruttare la struttura comune. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dello studio. I giudici hanno chiarito che l'esercizio della professione in forma collettiva fa scattare automaticamente l'applicazione dell'IRAP studio associato. Per evitare la tassa, i contribuenti avrebbero dovuto dimostrare l'inesistenza reale del vincolo associativo, prova che non è stata fornita. Di conseguenza, lo studio associato perde la causa e deve pagare l'imposta.
Continua »
Indagini bancarie: il Fisco vince sulla semplificata
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato il reddito di un commerciante ambulante basandosi su indagini bancarie. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento, ritenendo che i piccoli movimenti bancari non necessitassero di giustificazione se inferiori ai ricavi dichiarati. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che, a fronte di indagini bancarie, spetta sempre al contribuente fornire una prova analitica e specifica per giustificare ogni singolo versamento o prelievo, anche in regime di contabilità semplificata. La sentenza di appello è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Redditometro e condono: lite finita per cessazione del contendere
L'Agenzia delle Entrate contesta a un contribuente un reddito superiore a quello dichiarato, utilizzando l'accertamento sintetico (Redditometro). Il contribuente si oppone e la causa arriva fino in Cassazione. Durante il processo, il contribuente aderisce a una definizione agevolata (condono fiscale), pagando le somme dovute. L'Agenzia non si oppone. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, non entra nel merito della questione e dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. In pratica, la lite finisce perché le parti hanno trovato una soluzione stragiudiziale prevista dalla legge, rendendo inutile la prosecuzione della causa.
Continua »
Pagamento anormale svela l’insolvenza: revocati anche i normali
Una banca riceve pagamenti da un'azienda che in seguito fallisce. Alcuni di questi pagamenti avvengono con 'mezzi anormali', facendo scattare la presunzione legale che la banca conoscesse lo stato di insolvenza del debitore. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla revocatoria pagamenti anormali: la consapevolezza dell'insolvenza, una volta presunta per i pagamenti sospetti, si estende automaticamente a tutti gli altri pagamenti, anche quelli 'normali', avvenuti nello stesso periodo. La decisione rafforza la posizione della curatela fallimentare, che potrà così recuperare più facilmente tutte le somme versate alla banca prima del fallimento, a tutela della parità di trattamento tra i creditori.
Continua »
Accertamento da studi di settore: Azienda perde contro il Fisco
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società di ristorazione che aveva impugnato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. L'Ufficio contestava ricavi non dichiarati, basando le sue pretese sui risultati degli studi di settore. La Corte ha stabilito che l'accertamento da studi di settore è legittimo e si fonda su una presunzione legale. Questo significa che l'onere della prova si sposta sul contribuente. Non basta una generica contestazione: il cittadino deve fornire prove concrete e specifiche che giustifichino lo scostamento dei suoi ricavi rispetto agli standard statistici. Poiché la società non ha fornito tale prova contraria, il suo ricorso è stato respinto e l'accertamento confermato.
Continua »
Sponsorizzazioni sportive: deducibilità garantita
La Corte di Cassazione ha stabilito che le **sponsorizzazioni sportive** erogate a favore di associazioni dilettantistiche godono di una presunzione legale assoluta di inerenza e deducibilità. Nel caso analizzato, l'Agenzia delle Entrate aveva contestato i costi sostenuti da una società, ritenendoli antieconomici e privi di utilità concreta. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che, se l'importo annuo non supera i 200.000 euro e sono rispettati i requisiti formali, il fisco non può sindacare la scelta imprenditoriale né richiedere prove ulteriori sull'incremento del fatturato. La decisione conferma che la legge tutela l'investimento pubblicitario nello sport dilettantistico come spesa integralmente deducibile.
Continua »
Sponsorizzazione sportiva: inerenza e deducibilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sponsorizzazione sportiva verso associazioni dilettantistiche gode di una presunzione legale assoluta di inerenza e deducibilità se l'importo è inferiore a 200.000 euro. Il fisco non può contestare l'antieconomicità della spesa basandosi sulla sproporzione tra costi e fatturato, poiché la legge tutela questi investimenti come spese pubblicitarie a deducibilità piena.
Continua »
Autonoma organizzazione: stop IRAP per i professionisti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione finanziaria contro un avvocato, confermando l'insussistenza dell'**autonoma organizzazione** ai fini IRAP. La controversia riguardava anche presunti redditi derivanti da indagini bancarie su conti cointestati e l'imputazione temporale di compensi. La Corte ha stabilito che dotazioni minime (PC, telefono) e una segretaria con mansioni esecutive non configurano il presupposto per l'imposta regionale. Inoltre, ha confermato che la presunzione sui conti cointestati può essere superata provando l'uso esclusivo del conto da parte dell'altro cointestatario.
Continua »
Redditometro: la prova contraria del contribuente
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Redditometro costituisce una presunzione legale relativa e non una semplice presunzione statistica. Il caso riguarda un contribuente a cui era stato accertato un maggior reddito IRPEF basato sul possesso di beni indice e incrementi patrimoniali. I giudici di merito avevano erroneamente ritenuto che l'ufficio dovesse fornire ulteriori prove oltre al semplice possesso dei beni. La Suprema Corte ha invece chiarito che, una volta provata la disponibilità del bene, spetta al contribuente dimostrare, tramite idonea documentazione, che le spese sono state sostenute con redditi esenti o già tassati. Inoltre, gli incrementi patrimoniali possono essere imputati pro quota anche agli anni precedenti l'acquisto.
Continua »
Improcedibilità ricorso per mancato deposito notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità di un ricorso a causa del mancato deposito della relazione di notificazione della sentenza impugnata. L'ordinanza sottolinea come questo adempimento, previsto dall'art. 369 c.p.c., sia un requisito essenziale per la procedibilità del ricorso, la cui omissione non è sanabile se l'impugnazione avviene oltre il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza.
Continua »
Contratto a progetto: quando è valido? La Cassazione
Un lavoratore ha impugnato tre contratti a progetto, sostenendo che mascherassero un rapporto di lavoro subordinato. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la sua domanda. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo il progetto sufficientemente specifico e non provato il vincolo di subordinazione. L'ordinanza chiarisce i criteri per distinguere un valido contratto a progetto dal lavoro dipendente.
Continua »
Usucapione immobile: no se il venditore resta in casa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31434/2023, ha negato la possibilità di usucapione immobile ai venditori che, dopo aver ceduto la proprietà a una società, erano rimasti ad abitarvi. La Corte ha stabilito che la loro permanenza costituiva una mera detenzione, non un possesso utile ai fini dell'usucapione, a causa di un accordo scritto in cui si impegnavano a rilasciare i locali. Questa decisione chiarisce la fondamentale differenza tra possesso e detenzione nel contesto di una compravendita immobiliare.
Continua »
Prova del credito: la fattura non basta in giudizio
Una società di costruzioni ottiene un decreto ingiuntivo basato su fatture non pagate. Il cliente si oppone e vince sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni, ribadendo un principio fondamentale: nel giudizio di opposizione, la fattura non è più una prova del credito sufficiente. Spetta al creditore, che diventa attore sostanziale, dimostrare il proprio diritto con prove ordinarie, cosa che in questo caso non è avvenuta, portando al rigetto del ricorso.
Continua »
Accertamento sintetico: l’onere della prova del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30705/2023, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento sintetico. L'Amministrazione finanziaria aveva contestato un reddito superiore a quello dichiarato, basandosi sul possesso di immobili e veicoli. La Corte ha confermato che, una volta dimostrata dal Fisco la disponibilità di tali beni e lo scostamento dal reddito dichiarato, l'onere della prova si sposta sul contribuente, che deve dimostrare con prove concrete che le spese sono state coperte da redditi esenti, già tassati o da altre fonti lecite.
Continua »