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Art. 2728 Codice Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 2728 Codice Civile

Trasferimento sede all’estero: l’analisi della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il trasferimento della sede legale di una società in un altro Stato membro dell'UE non ne comporta l'estinzione. Di conseguenza, non sussistono i presupposti per applicare la responsabilità sussidiaria degli amministratori per i debiti fiscali della società, come previsto dall'art. 36 del D.P.R. 602/1973. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la responsabilità di un amministratore di fatto di una S.r.l. cancellata dal Registro Imprese italiano dopo essersi trasferita nel Regno Unito. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la continuità giuridica della società impedisce di rivalersi sull'amministratore.
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Deducibilità costi sponsorizzazione: la doppia ratio
Una società si è vista respingere il ricorso per la deducibilità dei costi di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'azienda ha contestato solo una delle due autonome motivazioni della sentenza d'appello. La motivazione non impugnata, relativa alla mancata prova dell'effettività delle prestazioni pubblicitarie, è diventata definitiva, rendendo inutile l'esame delle altre censure.
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Onere della prova fallimento: come evitarlo
Una società in liquidazione ha impugnato la dichiarazione di fallimento, sostenendo di non aver superato le soglie di legge. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32442/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova fallimento spetta al debitore. La Corte ha chiarito che bilanci non approvati e non depositati, insieme ad altra documentazione generica, non costituiscono prova sufficiente. La valutazione dell'idoneità delle prove alternative è una prerogativa insindacabile del giudice di merito.
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Accertamento studi di settore: il silenzio vale assenso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avviso di accertamento basato sugli studi di settore è pienamente legittimo se il contribuente, invitato a un confronto preventivo con il Fisco, non fornisce alcuna giustificazione per lo scostamento del reddito dichiarato. In questo caso, il silenzio del contribuente rafforza la presunzione legale su cui si fonda l'accertamento, senza che l'Agenzia delle Entrate debba fornire ulteriori prove. La sentenza ribalta le decisioni dei gradi di merito che avevano annullato l'atto impositivo.
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Accertamento fiscale presuntivo: l’agenda non mente
Un accertamento fiscale presuntivo, basato su annotazioni rinvenute nell'agenda personale di un professionista, è stato ritenuto legittimo dalla Corte di Cassazione. Il contribuente sosteneva che le cifre indicassero i metri percorsi in bicicletta, ma la sua difesa è stata giudicata non credibile. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove presuntive e la plausibilità delle giustificazioni del contribuente sono di competenza esclusiva del giudice di merito e non possono essere riesaminate in sede di legittimità.
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