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Art. 270-quinquies Codice Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 270-quinquies Codice Penale

Misure cautelari minorili tra tutela e divieto rieducativo
Un giovane minorenne subisce un'accusa per diffusione di contenuti violenti online e propaganda discriminatoria. Il giudice per le indagini preliminari dispone la custodia in carcere. Successivamente, il tribunale del riesame sostituisce il carcere con il collocamento in una comunità educativa multiculturale con divieto d'uso di dispositivi informatici. I giudici giustificano la misura con lo scopo di rieducare il ragazzo. La difesa impugna la decisione contestando l'assenza di un pericolo attuale e l'uso improprio della misura. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso sulle esigenze cautelari. La Suprema Corte stabilisce che le misure cautelari minorili servono solo a contenere specifici rischi processuali previsti dalla legge e non possono avere scopi punitivi o rieducativi prima di una sentenza di condanna.
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Liberazione anticipata: l’archiviazione penale cancella il diniego
Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato la liberazione anticipata a un detenuto a causa di una grave infrazione disciplinare legata al possesso di manoscritti pericolosi in cella. Successivamente, il procedimento penale per gli stessi fatti veniva archiviato poiché i testi appartenevano in realtà al compagno di cella. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del detenuto, stabilendo che l'archiviazione costituisce un fatto nuovo idoneo a superare il precedente diniego. Il giudice di sorveglianza deve quindi rivalutare la condotta del detenuto alla luce dell'esito favorevole del procedimento penale.
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Giurisdizione reati terrorismo: il caso TikTok
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare per un cittadino straniero accusato di istigazione al terrorismo e possesso di materiale istruttivo per ordigni bellici. Nonostante i video fossero stati caricati probabilmente all'estero, la giurisdizione reati terrorismo è stata radicata in Italia poiché i contenuti erano accessibili tramite profili social aperti mentre l'indagato si trovava sul territorio nazionale. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni sulla legittimità costituzionale delle nuove norme antiterrorismo.
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