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Art. 2698 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 2698 Codice Civile

Responsabilità professionale dell’avvocato: errore senza danno?
Un cittadino ha citato in giudizio il proprio legale per responsabilità professionale dell'avvocato, lamentando la mancata informazione sulla notifica di un decreto penale di condanna per guida in stato di alterazione. A causa di questa omissione, il cliente non ha potuto opporsi al provvedimento, che è diventato definitivo. La Corte d'Appello ha riconosciuto la violazione del diritto di autodeterminazione del cliente, liquidando in via equitativa un danno non patrimoniale di 3.000 euro, ma ha escluso un risarcimento maggiore non essendoci prove che l'opposizione avrebbe portato a un'assoluzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del cliente, confermando che, in assenza di una ragionevole probabilità di vittoria nel processo penale, non spetta il risarcimento per la perdita della causa. Il cliente perde definitivamente e deve pagare le spese legali.
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Azione revocatoria ordinaria: il Fisco batte l’acquisto sospetto
L'Agente della Riscossione ha promosso un'azione revocatoria ordinaria contro una società debitrice e la società acquirente per rendere inefficace la vendita di un compendio immobiliare. La debitrice aveva infatti accumulato un ingente debito fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società acquirente, confermando che spetta al creditore dimostrare che la vendita ha reso più difficile o incerto il recupero del credito. Al contrario, spetta al debitore o al terzo acquirente dimostrare che il patrimonio residuo del debitore è sufficiente a garantire il debito. La vendita di gran parte dei beni immobiliari fa presumere il danno, spostando l'onere della prova sui convenuti.
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Rinuncia al Ricorso: Causa Estinta ma Spese Legali da Pagare
Due garanti di un debito bancario, dopo un lungo percorso legale, presentano ricorso in Cassazione. Tuttavia, poco prima della decisione, rinunciano all'azione. La Corte Suprema dichiara estinto il processo ma affronta il tema della rinuncia al ricorso e spese legali. Poiché la rinuncia è avvenuta tardivamente, costringendo la controparte a preparare le difese, i rinuncianti vengono condannati a pagare la metà delle spese legali dell'avversario. La sentenza stabilisce che chi 'dà causa' all'attività processuale, anche con una rinuncia tardiva, deve sostenerne i costi.
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Vizio di extrapetizione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fideiussori contro la sentenza d'appello che aveva confermato la loro condanna al pagamento di un debito. La Corte chiarisce che non sussiste il vizio di extrapetizione se il giudice fonda la sua decisione su documenti già presenti agli atti, anche se l'importo finale risulta diverso da quello inizialmente ingiunto, purché rientri nella posizione debitoria complessiva. Il ricorso viene rigettato anche per difetto di autosufficienza in merito alla valutazione delle prove.
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Errore trascrizione immobiliare: chi paga i danni?
Un'acquirente subisce un pignoramento a causa di un errore trascrizione immobiliare da parte della Conservatoria. La Cassazione stabilisce che l'errore nei registri nominativi, rendendo la ricerca infruttuosa, fonda la responsabilità risarcitoria dello Stato, anche se la nota è corretta nel registro generale. La sentenza d'appello che negava il danno è cassata con rinvio.
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Cessione crediti in blocco: prova e onere probatorio
Una società di gestione crediti ha acquisito un debito tramite una cessione crediti in blocco. I fideiussori contestavano la titolarità del credito, sostenendo che l'avviso in Gazzetta Ufficiale non fosse prova sufficiente. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'avviso è prova adeguata se le indicazioni sono precise e la contestazione riguarda solo l'inclusione del singolo credito, non l'esistenza del contratto di cessione. La Corte ha anche ribadito la validità probatoria del saldaconto bancario in assenza di contestazioni specifiche.
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Omessa vigilanza: responsabilità e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28119/2025, affronta un caso di omessa vigilanza da parte di un'autorità di controllo su un intermediario finanziario fallito. La Corte stabilisce che la domanda di ammissione al passivo fallimentare dell'intermediario interrompe la prescrizione anche nei confronti dell'autorità, data la natura risarcitoria del credito e la responsabilità solidale. Tuttavia, annulla la sentenza d'appello per carenza di motivazione riguardo all'effettiva sussistenza della colpa dell'autorità, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Garanzia autonoma: quando è abusiva l’escussione?
Una società ferroviaria ha escusso una garanzia autonoma a danno di due banche per l'inadempimento di un appaltatore. La Corte d'Appello ha qualificato l'escussione come abusiva. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione che, data la complessità della materia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a pubblica udienza, al fine di approfondire il concetto di escussione abusiva della garanzia autonoma.
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Onere della prova consumi: chi deve dimostrare?
Una società ha contestato l'importo di alcune fatture per la fornitura di energia elettrica, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. L'ordinanza ribadisce un principio cruciale sull'onere della prova consumi energetici: spetta al fornitore dimostrare il corretto funzionamento del contatore, ma è poi il cliente a dover provare che i consumi anomali derivano da fattori esterni e non controllabili. In questo caso, il cliente non ha fornito prove adeguate a sostegno delle sue contestazioni.
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