LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2698 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 2698 Codice Civile

Consulenza tecnica d’ufficio: come eccepire la nullità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31744/2023, ha rigettato il ricorso di un correntista che lamentava l'uso di documenti prodotti tardivamente durante la consulenza tecnica d'ufficio. La Corte ha stabilito che l'eccezione di nullità per tale vizio procedurale deve essere sollevata nella prima difesa o udienza successiva al deposito della perizia, altrimenti si considera sanata. Ha invece accolto il ricorso incidentale della banca, cassando la sentenza d'appello per motivazione apparente e omessa pronuncia.
Continua »
Mutuo solutorio: la Cassazione conferma la validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due garanti che contestavano la validità di un contratto di mutuo, definendolo un 'mutuo solutorio' nullo perché destinato a ripianare debiti pregressi con la stessa banca. La Corte ha confermato la piena validità di tale operazione, ribadendo che il contratto si perfeziona con la messa a disposizione giuridica della somma al mutuatario, a prescindere dal suo immediato utilizzo per estinguere altre passività. Sono state inoltre respinte le censure procedurali e quelle relative al presunto superamento del limite di finanziabilità.
Continua »
Produzione documentale in appello: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla produzione documentale in appello per i giudizi antecedenti alla riforma del 2012. In un caso di diritto bancario, la Corte ha stabilito che un documento può essere prodotto per la prima volta in appello se ritenuto "indispensabile" ai fini della decisione, anche in assenza di impossibilità di produrlo in primo grado. La sentenza affronta anche il tema della notifica dell'atto di appello al difensore della parte deceduta, confermandone la validità in base al principio dell'ultrattività del mandato.
Continua »
Ammissione al passivo: prova del credito e limiti
Un professionista ha richiesto l'ammissione al passivo di una società fallita per oltre un milione di euro. La domanda, basata su un'ordinanza di pagamento poi revocata, è stata respinta. L'appello del professionista è stato ugualmente rigettato dalla Corte di Cassazione, la quale ha ribadito che per l'ammissione al passivo è necessaria una prova solida e rigorosa del credito. Una semplice perizia di parte è stata ritenuta insufficiente, e non è possibile richiedere una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) con finalità meramente esplorative per sopperire alla carenza probatoria.
Continua »
Onere della prova mutuo: ricorso inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in un caso di mutuo. La Corte ha stabilito che l'onere della prova mutuo ricade sul cliente, che non avendo depositato documenti essenziali come il piano di ammortamento e l'atto di quietanza, non ha potuto dimostrare la presunta nullità delle clausole sugli interessi e l'usura. La mancata produzione documentale ha reso impossibile la verifica delle contestazioni.
Continua »
Fideiussore consumatore: la Cassazione chiarisce
Due persone fisiche, garanti di un mutuo fondiario contratto da una società, si sono opposte a un precetto di pagamento. La Corte di Cassazione, accogliendo uno dei motivi di ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: la qualifica di 'fideiussore consumatore' va valutata in base allo scopo personale del garante, non in base all'attività commerciale del debitore principale. Pertanto, anche chi garantisce un'impresa può beneficiare delle tutele del Codice del Consumo contro le clausole vessatorie. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
Continua »